In un anno sale 102 volte sul monte Guglielmo: «Ora sogno il Cervino»
Il suo profilo domina le montagne valtrumpline da sempre e, per chi è nato lì, salirlo con regolarità è un’abitudine. C’è qualcuno, però, che il monte Guglielmo lo conosce meglio della media: nel 2025 Enrico Pedretti ha percorso infatti il sentiero da Caregno al Monumento del Redentore, a 1.957 metri di altitudine, per ben cento volte. «Se vogliamo essere precisi – scherza lui, nato nel 1995 e residente a Gardone Valtrompia – sono 102: visto che la centesima salita è stata il 21 dicembre mi sono accorto che avevo ancora tempo per migliorare l’obiettivo che mi ero prefissato».
La sfida delle cento salite è infatti nata alla fine del 2024, come «una sorta di challenge personale, sia mentale che fisica, per vedere quanto reggeva il mio corpo e allenarmi rispetto ad altre scalate». Non solo Guglielmo, infatti, sull’applicazione Strava di Enrico, che, dopo essersi approcciato alla montagna nel 2020 da completo neofita causa Covid, nel 2025 ha collezionato ben 3.200 chilometri, divisi tra otto salite sull’Adamello, tutte realizzate in giornata, vari ghiacciai, ferrate, canali e salite locali.
«Quando sono arrivato in cima per la centesima volta – dice – non ci credevo: ho visto il Guglielmo a tutti gli orari e in tutte le condizioni meteorologiche». Per Enrico, infatti, che lavora in un’azienda di Lumezzane, il tempo per la montagna è stato ritagliato intorno agli impegni lavorativi. «Quando facevo il primo turno salivo il pomeriggio, e la usavo come valvola di sfogo, quando facevo il secondo turno andavo in Guglielmo non appena mi svegliavo: una scarica di adrenalina pazzesca, ma sicuramente stancante sul fisico. Nel fine settimana, invece, di solito dedico tempo a vette più impegnative, o a scalate fuori provincia. Il più grande rammarico però di andare in montagna ultimamente è vedere davvero pochi giovani: me ne dispiace, penso sia un allenamento alla fatica che possa fare bene a tutti, soprattutto ai ragazzi».
L’obiettivo per il 2026? «Scalare il Cervino. E magari vedere un po’ meno il Guglielmo, visto che mentalmente ora era diventato davvero provante e ripetitivo». Nel frattempo, però, la cima valtrumplina è stata anche la prima sgambata del 2026: è da lì, infatti, che Enrico ha osservato l’alba il primo gennaio.
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