La storia della pallavolo bresciana nella massima serie nazionale (serie A, o A1, o Superlega come meglio si preferisce chiamarla) è costellata da imprese, colpi inattesi, soddisfazioni, ma anche delusioni, fallimenti, persino tragedie.
Dalle sue origini a oggi, la pallavolo si è profondamente modificata, addirittura è stata stravolta dal cambiamento delle regole, dall’altezza della rete alla grandezza del campo. Una evoluzione che è andata di pari passo con il cambiamento sociale, economico, culturale della società italiana, e nello specifico quella bresciana.

Così oggi
Nel 2026, dopo 5 anni torna nella massima categoria italiana una squadra bresciana. Toccherà alla Valsabbina Millenium Brescia difendere i vessilli della provincia nel campionato femminile di serie A1, grazie alla promozione ottenuta dopo una straordinaria cavalcata. Si riparte proprio dalla Millenium, che a distanza di un lustro riprende un discorso interrotto nel 2021, quando dopo 3 annate in A1 retrocesse in A2. Da qui si proverà a ripartire per scrivere altre pagine memorabili.

Per il maschile c’è invece ancora la necessità di aspettare, nonostante i tentativi degli ultimi anni dell’Atlantide Brescia di andare in SuperLega. L’ultima avventura risale addirittura al 2008/09, quando la Gabeca Montichiari chiuse al sesto posto, ma l’anno successivo il presidente Marcello Gabana spostò la sede a Monza.
Così ieri
La Valsabbina Millenium è chiamata a rinverdire i fasti del passato, sulla scia di quelle squadre bresciane ormai entrate di diritto nella storia del volley azzurro. Negli anni ’30 Brescia era senza dubbio una delle potenze della “palla a volo” italiana. Si giocava all’aperto, su campi in terra battuta e polverosi, con reti molli e pali improvvisati, e le righe del campo fatte con la calce.
Nel 1946 nacque ufficialmente il campionato di pallavolo sia maschile che femminile. Ma si trattava solo di una delle numerose facce di uno sport in rampa di lancio. Infatti erano tantissimi i tornei, i campionati disputati a vari livelli sia in provincia, sia in Lombardia. Ma tenendo come punto di riferimento i campionati di serie A nati proprio nel 1946 è facile rintracciare i progenitori bresciani che hanno fatto crescere e amare la pallavolo in Brescia e provincia.
Dalle origini agli anni Ottanta
Per Brescia furono anni incredibili: in serie A giocarono, nel maschile la La.Le. Brescia del mecenate e sponsor Oscar Ceresetti e il Csi Brescia, con alterne fortune, con la La.Le che nel 1947 conquistò il terzo posto.
Nel 1949 ci furono i primi derby, che nella circostanza finirono entrambi per 3-2 con una vittoria per parte. A inizio degli anni ’50 entrambe le squadre retrocedettero, e solo nel 1953 ci fu un’ultima parentesi bresciana in A con la fugace apparizione della Torrione Brescia, subito retrocessa in B.
Nel femminile, la prima squadra di una certa importanza fu la Fari Brescia, seguita a ruota dalla Pavoniana Brescia di Beppe Nava. I primi derby a livello nazionale si giocano nel campionato del 1949. La Fari Brescia ha fatto però la storia vincendo anche 2 scudetti (’51 e ’52). Nel ’53 la Fari arrivò seconda mentre la Pavoniana quinta.
L’epopea della pallavolo bresciana femminile finisce nel 1960 con la retrocessione della Fari in B. Non tornerà mai più in serie A.
Per ritrovare invece una squadra maschile in serie A1 bisognerà attendere l’Eurostyle Montichiari del presidente Luciano Baratti, negli anni ’80. Mentre al femminile la pallavolo bresciana vive, tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi del decennio successivo, sulla rivalità tra la Libertas Brescia e la Vignoni Gottolengo. Sfide avvincenti a livello provinciale, ma in serie A ci arrivò solo la Vignoni Gottolengo del «solito» Beppe Nava nel 73/74, che però retrocesse immediatamente. La successiva squadra in A fu la Tepa Brescia nel 1977, nata dalla fusione tra la società cittadina e il Gottolengo. Ma l’esito fu l’ennesima retrocessione.
Gli anni gloriosi di Brescia e Montichiari
Si è dovuto attendere tantissimi anni per ritrovare una squadra bresciana in A1 maschile, ma ne è valsa la pena. Nella stagione 86/87 in serie A2 ci sono due compagini bresciane: l’Eurosiba Montichiari e l’Upa Brescia. In quell’anno si giocarono 2 derby memorabili, entrambi vinti dall’Eurosiba dello schiacciatore indiano Jimmy George per 3-0 (a Brescia) e 3-1 (a Montichiari).
A fine stagione l’Eurosiba salì in A1, mentre Brescia chiuse al quarto posto. La società carpenedolese giocava nel mitico PalaFiera di Montichiari e cambiò nome da Eurosiba a EuroStyle e in estate operò benissimo sul mercato facendo una squadra di assoluto valore. Ma una funesta tragedia scosse il mondo della pallavolo e dell’Eurostyle.
A novembre del 1987 Jimmy George morì in un incidente stradale a soli 33 anni. Fu una annata difficile per l’Eurostyle, che esonerò Barbieri affidando la squadra al carpenedole Angiolino Frigoni (di lì a poco sulla nazionale italiana come secondo di Julio Velasco).
Frigoni conquistò la salvezza e l’accesso ai play off, perdendo nei quarti di finale play off contro Modena (3-2, 3-1).

Inizia comunque un periodo ricco di gioie, con il quarto posto dell’88/89. Montichiari approda anche in Europa, vincendo tra l’altro 2 Coppe delle Coppe (90/91 e 91/92), battendo nella seconda finale addirittura la corazzata Mediolanum. Montichiari disputò anche 2 Supercoppe Europee perdendo entrambe le finali. In quegli anni da Montichiari passarono stelle di primissima grandezza: da Raul Quiroga, a Fefè De Giorgi (oggi allenatore della nazionale maschile), dagli olandesi Posthuma e Zoodsma, a De Palma, da Fedi a Giazzoli, da Babini a Dall’Oglio.

E poi arrivò la Siap Brescia, che fu promossa in A1 nel 90/91. La squadra cittadina, targata Aquater, rimase nella massima serie per 2 anni, dando vita a derby indimenticabili. In quel Brescia giocavano campioni come Santuz, Kjossev, Baldi, Antonov, Da Roit, Crvrtlik.
I 4 derby se li aggiudicò tutti Montichiari, ma per 2 volte si andò al quinto set, con Brescia che diede filo da torcere ai ragazzi di Stelio De Rocco.
Con la retrocessione in A2 di Brescia nel 1993, si interruppe la sfida tra le due società. Sino al ritorno di Brescia in A1 nel 96/97, e in quell’annata si ribaltarono i valori. Brescia chiuse la stagione al quinto posto proprio davanti a Montichiari, e i due derby se li aggiudicò la formazione cittadina, vincendo al PalaGeorge al tie break, e vincendo al San Filippo per 3-1. In quel Brescia c’erano campioni come Van der Muelen, Vujevic, Milone con in panchina Travica. Entrambe le squadre furono eliminate ai quarti play off, ma il dramma peggiore fu che la Colmark cedette il titolo sportivo a Napoli, e da lì, finì la storia di Brescia nella massima serie.

Gli anni Duemila

Nel maschile l’avventura bresciana nella pallavolo italiana è affidata ancora alla Gabeca Montichiari, con risultati altalenanti, restando costantemente a metà classifica. Passarono comunque tanti giocatori di qualità da Montichiari, ma anche allenatori di valore mondiale come Mauro Berruto, ma soprattutto Julio Velasco che sedette in panchina a Montichiari dal 2006 al 2008 in concomitanza della presenza dell’amico Angiolino Frigoni nel ruolo di general manager.

Nel 2009 la società spostò la sede a Monza, abbandonando il PalaGeorge. Nello stesso anno purtroppo il presidente Marcello Gabana perse la vita, quando l'elicottero su cui viaggiava precipitò nelle acque del Lago di Varese. La società passò nelle mani della figlia Giulia fino al 2012.
Nel femminile, nella massima serie si registra la parentesi del 96/97 della Bosca Montichiari. Fu una mesta annata. La Bosca l’anno prima aveva conquistato la promozione in A1, con in panchina Stelio De Rocco, il tecnico canadese che fece grande la pallavolo maschile monteclarense. Ma problemi economici e una situazione molto difficile fecero sprofondare la squadra bresciana che perse tutte le partite di A1, segnando la retrocessione e la sparizione del titolo sportivo.
A tornare in A1 nel 2014/15 fu invece la Promoball Sanitars Metalleghe Flero, che si trasferì a giocare al PalaGeorge. Il primo anno fu un successo, chiuso con il settimo posto e in panchina Leonardo Barbieri. Nei quarti play off le bresciane vennero eliminate da Casalmaggiore (0-3, 2-3), futura squadra campione d’Italia. L’anno dopo arrivò l’ottavo posto, e di nuovo l’eliminazione ai quarti, questa volta per mano dell’Imoco (di nuovo per 0-3 e 2-3), anch’essa poi campione d’Italia.
Il terzo anno consecutivo in A1 si concluse invece con la retrocessione e la chiusura della società.
Nel 2018/19 tornò in serie A1 una squadra bresciana: è la Millenium Brescia, che si salvò tranquillamente. Nell’anno del Covid Brescia disputò un campionato da salvezza, e il titolo non venne assegnato, mentre nel 20/21 la squadra retrocedette in A2.

Oggi la storia si ripete e si ricomincia dalla Millenium per tornare a fare grandi i sogni dei bresciani nel massimo campionato di serie A1 femminile, in attesa che qualcuno possa rivendicare l’eredità nel maschile delle gloriose squadre di Brescia e Montichiari che diedero vita a anni memorabili.



