Olimpiadi, Anna Danesi: «Orgogliosa di essere la capitana»
Dopo il collegiale di Cervia, le azzurre di Julio Velasco stanno proseguendo a Firenze il percorso di preparazione verso i Giochi olimpici.
Le vincitrici della Nations League hanno disputato martedì un’amichevole contro le campionesse del mondo della Serbia, che si sono imposte per 3-2, mentre mercoledì le due squadre hanno sostenuto un allenamento congiunto a porte chiuse. L’atmosfera in gruppo è buona e, prima di volare nella capitale francese il 23 luglio, le pallavoliste avranno l’opportunità di trascorrere qualche giorno in famiglia.
Sensazioni
La capitana del sestetto in rosa è Anna Danesi, che a 28 anni vivrà a Parigi la sua terza esperienza a cinque cerchi. «Se ripenso alle due precedenti mi rendo conto quanta strada abbia fatto e quanto sia cresciuta. Nel 2016 avevo appena 20 anni ed ero veramente piccola». Al suo ingresso nel villaggio olimpico carioca Anna era quasi spaesata, tanto da sentire la necessità di stare sempre insieme a qualche collega.
«Vista oggi quell’avventura è da considerare come un regalo ricevuto dal ct di allora Marco Bonitta. Fui portata per farmi fare esperienza e adesso posso percepire quanto fu importante rompere il ghiaccio in quel modo. Mi ricordo tutto, dall’ingresso in camera, alla sfilata durante la cerimonia d’apertura, alle passeggiate nel parco del villaggio degli atleti. Se mi concentro invece sulla parte agonistica penso che abbiamo fatto fatica a giocare a pallavolo e io mi sentivo come un semplice corollario nel gruppo, d’altronde ero solo la terza centrale».
Avanti di cinque anni e si arriva a Tokyo 2021: «Il ricordo più bello sono i tramonti osservati o dall’autobus mentre tornavamo a casa dal palazzetto, oppure dalla finestra mentre ero seduta a leggere. Per il resto a causa del Covid non ci siamo potute godere in pieno la trasferta. Sul piano agonistico come a Rio siamo uscite ai quarti, quindi non abbiamo raggiunto le attese».
E adesso Parigi, con più anni sula carta identità, più esperienza sul parquet e soprattutto con i gradi di capitana attaccati al petto. «Non me lo sarei mai aspettata, perché ho sempre visto Myriam Sylla in questo ruolo, e invece con l’arrivo di Julio è cambiato tutto e sono stata scelta. È una cosa che mi riempie di orgoglio».
Nei pronostici di Gracenote Nielsen l’Italia è la favorita per l’oro: «Manteniamo i piedi per terra, testa bassa e pedalare. Già al Mondiale 2022 eravamo noi quelle da battere e alla fine la medaglia è arrivata, ma è stata un bronzo e non l’oro. Sì è vero, quest’anno abbiamo vinto la Nations League, ma le Olimpiadi sono un torneo strano, dove tutto può succedere». Una manifestazione lunga, con molti giorni di pausa e una formula non semplice. «Nel girone avremo appena tre partite in un crescendo di difficoltà. Conterà molto la gestione delle emozioni e la capacità di rimanere calme senza ansie».
Di certo l’approdo in panchina di Velasco ha portato una ventata di aria nuova: «Ci serviva un po’ di cambiamento, che qualcosa non andasse benissimo era evidente. L’arrivo di un tecnico così autorevole, di un guru della pallavolo ha comportato una nuova mentalità, grazie a idee fresche e a frasi motivazionali emblematiche». Una filosofia di gioco che combacia con l’idea di vita della centrale di Roncadelle. «Il mio motto è crescere sempre, nel bene e nel male trovare qualcosa che ti sarà utile in futuro».
Così ha scalato le gerarchie prima nel Club Italia, poi a Conegliano, quindi a Monza, a Novara e adesso di nuovo a Monza. E con questa mentalità indossando la maglia azzurra ha conquistato il titolo europeo 2021 dopo la disfatta giapponese, si è rivestita d’argento nel 2018 e di bronzo nel 2022 (quando è stata premiata come la miglior nel ruolo di centrale) al Mondiale, ha sollevato due volte la coppa della Volleyball Nations League. Le manca solo la medaglia olimpica, da festeggiare a casa con gli affetti più cari.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Sport
Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.
