«Siamo tornate noi, lo abbiamo fatto con una bellissima vittoria, con un’anima nutrita da un sogno gigante, al quale ora puntiamo senza dubbio decise».
C’è un’Italia che è tornata ad avere tratti marcati e profilo riconoscibile, che si era un po’ smarrita e il cui carattere ora ha riacquisito i toni decisi: è quella della nazionale femminile di pallavolo, che ha nel volto sorridente della bresciana Anna Danesi la capitana a cui fare riferimento.
Successo
Neppure il tempo di prendere confidenza con i gradi assegnati e già si è ritrovata con medaglia d’oro al collo e trofeo della Volleyball Nations League da levare al cielo: «Hanno un sapore proprio bello - se li gusta la centrale di Roncadelle - perché sembra di essere tornate ai vecchi tempi, con un’Italia fortissima di cui le altre nazioni devono avere paura. E dentro ci sono anche una sensazione di rivalsa, la percezione di essere tornate a giocar bene e di poter vincere tanto, sensazioni fondamentali in vista delle Olimpiadi».
Già, le Olimpiadi: la qualificazione era l’obiettivo primo della Vnl: «Per il mio esordio da capitana mi aspettavo belle cose, ma non immaginavo subito così - ammette la classe ’96 -: abbiamo raggiunto la qualificazione a Parigi abbastanza facilmente, e sono davvero felice perché ai Giochi ci pensiamo praticamente dagli ultimi giocati, e poi abbiamo fatto nostra la Vnl. Come ho già detto il mio sogno è cantare l’inno sul podio delle Olimpiadi, diciamo che questa è stata una prova corale generale andata alla grande. Siamo tornate noi, e sentire di essere forti non dipende da questo successo, anzi sappiamo benissimo di non aver fatto niente ancora, ma come dice Velasco “vincere porta a vincere” e speriamo abbia ragione».
Di sicuro porta a Parigi una Nazionale di nuovo prima nel ranking mondiale: «Impegno e voglia di centrare l’obiettivo di agosto credo siano stati l’anima della squadra: volevamo la vittoria, venivamo da un periodo senza successi, particolare, siamo ripartite senza parlare di quel che è stato, perché è troppo importante ciò che abbiamo davanti. Da capitana ero molto emozionata, ho cercato di essere me stessa, e tutto è andato bene».
Presente
Recuperate un po’ di energie nell’azzurro della Sardegna ora per Danesi è tempo di rituffarsi nell’azzurro Italia per prepararsi al grande appuntamento a cinque cerchi. Repubblica Dominicana (all’esordio il 28 luglio) Olanda, e Turchia le prime avversarie parigine.
«Girone impegnativo, ma ai Giochi quale non lo è? Puntiamo al massimo dei punti con "orange" e dominicane per poi giocarcela con la Turchia. Ora vedo tutto rose e fiori per come giochiamo, per come sento le mie compagne, e continuerò a vedere positivo perché fa bene a me e alla squadra. Abbiamo, inoltre, uno staff pazzesco: Velasco, Bernardi, Barbolini... Pendiamo dalle loro labbra, e l’obiettivo è quello gigante che tutti sanno: la medaglia che luccica di più, considerando che l’Italia femminile non ne ha mai vinta una olimpica. E comunque già arrivare a podio sarebbe una grandissima soddisfazione per tutte».



