Ghirardi: «Il volley può ancora crescere, sogno una Nazionale a Brescia»

L'avvocato bresciano è stato eletto come consigliere di Lega: nell’intervista spiega come il movimento, non solo bresciano, abbia margini per migliorare e immagina il sestetto di Velasco o De Giorgi nel nostro territorio
Gianluca Magro

Gianluca Magro

Caposervizio

L'avvocato bresciano Carlo Ghirardi nuovo consigliere della Lega Volley - © www.giornaledibrescia.it
L'avvocato bresciano Carlo Ghirardi nuovo consigliere della Lega Volley - © www.giornaledibrescia.it

Far crescere il movimento della pallavolo portando un’esperienza trentennale maturata nel mondo dello sport. L’avvocato bresciano Carlo Ghirardi è stato nominato quasi un mese fa nuovo rappresentante della serie A2 (in quota Consoli Sferc Brescia) all’interno del Consiglio di Lega. Un incarico prestigioso, arrivato per acclamazione da parte di tutte le società del mondo pallavolistico, che hanno riconosciuto tra l’altro il lungo percorso di Ghirardi all’interno del diritto sportivo. «Un’avventura stimolante», ammette, che comporterà un impegno non indifferente, ma che lascia spazio anche a un sogno: «Portare una Nazionale per un match a Brescia».

La Consoli Sferc Brescia in azione nella passata stagione contro Pineto - Foto Iommarini Legavolley © www.giornaledibrescia.it
La Consoli Sferc Brescia in azione nella passata stagione contro Pineto - Foto Iommarini Legavolley © www.giornaledibrescia.it

Avvocato Ghirardi, da dove nascono la sua candidatura prima e la sua elezione poi?
«Tutto è arrivato sostanzialmente per caso, nel senso che si era creata la necessità di sostituire un membro dopo la retrocessione di Siena (il Consiglio di Lega è formato da nove realtà: sei società di Superlega, due di A2 e una di A3, ndr). Porto Viro, la stessa Brescia, Macerata, Pineto, solo per citarne alcune, hanno fatto presente come in un periodo di cambiamento forte, radicale dal punto di vista normativo, fosse necessario avere volti nuovi, legati al volley ma anche alle questioni di diritto sportivo. Da lì la richiesta al sottoscritto che è stata portata avanti da tutti, SuperLega compresa».

Quali sono i problemi che vanno affrontati?
«Per quanto riguarda la serie A2 è necessario cercare di dare sempre maggiore visibilità, visto che comunque c’è un problema di costi che in generale stanno aumentando anche a causa della riforma del lavoro sportivo. Resta necessario un lavoro di gruppo per avvicinare sempre di più sponsor e tifosi a questo che è un mondo bellissimo, nel quale l’agonismo non trascende mai e il pubblico è sempre corretto».

Quanto è ampio al momento il gap tra SuperLega e serie A2?
«Per quanto di stagione in stagione si stia un poco assottigliando, resta ancora ampissimo. Un sestetto del massimo campionato che gravita a metà classifica, sarà sempre più forte di qualsiasi avversario di A2. Bisogna impegnarsi a fare sì che la differenza sia meno marcata, ma poi si torna alla questione costi, assolutamente da risolvere. Ci sono squadre di serie B che ottengono la promozione in A3, ma rinunciano perché non hanno i fondi necessari per affrontare la nuova avventura».

La bresciana Anna Danesi insieme a Julio Velasco, capitana e coach della nazionale femminile - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
La bresciana Anna Danesi insieme a Julio Velasco, capitana e coach della nazionale femminile - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Torniamo alla visibilità del movimento, come proverà a muoversi la Lega nei prossimi anni?
«In SuperLega il trend degli spettatori è in aumento, sotto va fatto qualcosa. Ma in generale tutta la pallavolo italiana ha bisogno di un palcoscenico più ampio, di essere maggiormente visibile, perché lo merita. E lo dico a prescindere dai risultati delle Nazionali maschile e femminile. Se n’è parlato anche in un convegno durante il volley mercato. Poi è ovvio, ci sono piazze storiche che nonostante più discipline al top hanno uno zoccolo duro di appassionati, mentre altre devono combattere con calcio, basket, rugby e non sempre è facile».

Il ct dell’Italia maschile di volley Fefè De Giorgi - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il ct dell’Italia maschile di volley Fefè De Giorgi - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Si guarda anche a un rapporto diverso coi media?
«Secondo me dovrà essere fatto, perché più diffusione c’è più si possono avvicinare persone, portarle poi al palazzetto. Un argomento che mi sta a cuore e che nelle prime riunioni abbiamo toccato più volte».

C’è però una polemica montata in questi giorni: la federazione internazionale (Fivb) sta studiando l’introduzione di nuove competizioni tra dicembre e febbraio a partire dal 2028-2029, finestra nella quale vorrebbe inserire anche Mondiali ed Europei. Ipotesi già fortemente respinta dal mondo italiano del volley.
«Interrompere i campionati in quel periodo, e parlo di campionati perché il discorso non sarebbe rivolto soltanto alla SuperLega, nel pieno della stagione e della visibilità, vorrebbe dire provocare uno sconquasso incredibile. Il fatto è che oltre all’Italia e agli Usa, che si stanno fermamente opponendo, tutti gli altri fanno un po’ finta di nulla. Ci sarebbero problemi legati ai contratti, ai palazzetti, oltre al fatto della preparazione degli atleti. Non si può pensare che giochino in campionato fino ad una settimana prima di un Europeo o di un Mondiale, senza pensare ad eventuali infortuni o alla stanchezza che un atleta accumula in competizioni di quel livello. Poi cosa fa, riprende la stagione che entra nel momento decisivo? C’è la necessità di tutelare un patrimonio collettivo fatto di valori, passione, entusiasmo, nel quale imprenditori che come dico io sono dotati di sana follia investono capitali ingenti. Cambiamenti come quelli ipotizzati dalla federazione internazionale sono pericolosi per tutto il movimento».

La festa della Banca Valsabbina Millenium Brescia per la promozione in A1 femminile - Foto Newreporter © www.giornaledibrescia.it
La festa della Banca Valsabbina Millenium Brescia per la promozione in A1 femminile - Foto Newreporter © www.giornaledibrescia.it

Buttiamo un occhio al territorio bresciano: Banca Valsabbina in serie A1 femminile, Consoli in A2 maschile, una serie B fiorente. Insomma, non male…
«La nostra è una provincia molto fertile, dove ci sono voglia ed entusiasmo anche a livello giovanile e questo grazie all’impegno di tutte le società. Nel mio piccolo cercherò di dare una mano partendo soprattutto dal basso, perché è da lì che si muove tutto l’ingranaggio».

C’è un sogno nel cassetto da provare a realizzare?
«Ne ho due. Il primo quello un giorno di dimettermi da consigliere di A2, vorrebbe dire che la Consoli è riuscita ad ottenere il salto in SuperLega che insegue da tempo. L’altro è quello di portare una Nazionale nel Bresciano, o almeno una finale di Coppa. Ci tengo molto. Magari non a stretto giro di posta, ma lavorerò perché ciò sia possibile».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Sport

Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...