Gioventù, brescianità e freschezza i «nuovi pilastri» della Consoli

Presentazione ufficiale della squadra di serie A2 di volley, sabato c’è già la finale di Supercoppa con Pineto. Un match aperto a qualsiasi pronostico
Gianluca Magro

Gianluca Magro

Caposervizio

Giocatori, staff tecnico dirigenti della Consoli con gli ospiti presenti alla presentazione - Foto ufficio stampa Consoli Atlantide Brescia
Giocatori, staff tecnico dirigenti della Consoli con gli ospiti presenti alla presentazione - Foto ufficio stampa Consoli Atlantide Brescia

«Guardo i tanti ragazzi nuovi, mi chiedo se questo per l’Atlantide sarà un anno di rivoluzione o di transizione. Io spero che a prescindere sia di successi». La riflessione del consigliere comunale – e grande tifoso del volley – Fabio Capra è l’attuale fotografia della Consoli, che si prepara ad affrontare il campionato di A2 maschile. Prima però sabato sera, c’è l’appuntamento con la finale di Supercoppa contro Pineto a Roseto. «Se dovessimo perdere non sarà un dramma, la vittoria rappresenterebbe una grande iniezione di fiducia per una squadra che vuole partire a fari spenti», il commento del vice allenatore Simone Tiberti, che ieri ha sostituito nella presentazione ufficiale della squadra a Palazzo Martinengo il coach Roberto Zambonardi, assente per un contrattempo.

Analisi

Gioventù, volti nuovi, brescianità (molti giocatori sono nati e cresciuti qui) freschezza fisica e mentale. Sono questi i pilastri della Consoli per la stagione 2026/2027. Lucconi, neo capitano, rappresenta la sicurezza; lo slovacco Julius Firkal quell’incognita tutta da scoprire. In mezzo tanti giocatori che hanno più o meno esperienza, «ma che devono lottare sapendo di dover portare in alto il nome di Brescia e difendere i colori dell’Atlantide, una delle società storiche cittadine», la riflessione di molti degli ospiti.

«La Consoli è un modello per ciò che fa in campo da anni, ma anche dal punto di vista dei rapporti umani: siate sempre uniti e con il sorriso», l’auspicio di Carlo Ghirardi, consigliere di Lega.

Il concetto di famiglia è sempre stato presente e forse mai come quest’anno dovrà fare la differenza. Nelle ultime due stagioni la squadra era stata costruita per salire di categoria: ci è andata vicina, addirittura vicinissima, ma l’obiettivo non è stato centrato. Stavolta si è deciso di puntare su una strategia diversa: meno «nomi» ma più freschezza. Ci vorranno tempo, pazienza e tanto lavoro in palestra, ma l’alchimia che potrebbe crearsi fa immaginare risultati al momento magari inaspettati.

Futuro

«Siamo diventati città europea dello sport 2028 – ha ricordato il consigliere comunale con delega allo sport Alessandro Cantoni – e la commissione che ci ha scelto è rimasta colpita anche da realtà come la vostra, che da anni danno lustro al territorio. Avete un pubblico di fedelissimi che vi sostiene, ma c’è una città al vostro fianco pronta a riempire il palazzetto». «Sono cresciuto con voi – la sottolineatura del consigliere comunale Luca Pomarici – tenete alto il nome di Brescia visto anche l’appuntamento che ci aspetta nel 2028».

«Orgoglioso della continuità che stiamo riuscendo ad avere da anni» si è detto il presidente della Consoli, Giuseppe Ieraci. A lui anche il compito di ringraziare gli sponsor, tra cui la Centrale del Latte. «Noi ci siamo dal 2009 – la replica di Franco Dusina – e siamo qui anche oggi. Alla squadra dico: onorate l’impegno che ogni componente dell’Atlantide mette in questo progetto».

«Il fatto di avere tanti giovani – la riflessione di Tiziana Gaglione, delegata Coni – significa avere un occhio sul futuro» ed è questo a cui forse la Consoli deve davvero guardare. Passare dal «vincere subito» per raggiungere la SuperLega, a un percorso che possa gradualmente portarla a lottare per le prime posizioni. Poi le stagioni, vale per il volley come per qualsiasi altro sport, sono strane e magari trovi quell’alchimia che ti proietta davanti a tutti quando meno te l’aspetti.

«Intanto siete una realtà da più di trent’anni – il commento di Paolo Biasin, presidente Fipav Brescia – e il vostro settore giovanile è florido. C’è poi una componente di brescianità nella prima squadra che non va trascurata».

E mentre i giocatori sfilano con le nuove divise e la mente va alla finale di domani, la riflessione finale come quella iniziale arriva ancora dalle parole di Fabio Capra. «Spero di arrivare al traguardo del 2028 con la Consoli in A1. Servono anche i fondi, per questo ho chiesto un incontro alla sindaca e all’assessore Cantoni per vedere cosa si può fare di più».

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