Ottant’anni e non sentirli. O meglio, sentirli avendo la consapevolezza di portarli benissimo tanto da guardare al futuro con fiducia. La Fipav Brescia taglia un traguardo a suo modo storico e lo farà festeggiando sabato mattina nel Salone Vanvitelliano il passato, il presente e il futuro della pallavolo bresciana.
A fare gli onori di casa il presidente Paolo Biasin, che ha ricevuto il testimone nel febbraio 2025 da Tiziana Gaglione, la quale sarà al suo fianco in Loggia essendo una delle colonne del volle sul territorio.
Biasin, che traguardo è quello degli 80 anni?
«Storico, perché è dal 1946 che la pallavolo vive in città e provincia. Abbiamo vinto scudetti, visto squadre maschili e femminili in serie A, fatto crescere tantissimi giovanissime e giovanissimi che hanno scritto pagine di questo sport. E la mattinata in Vanvitelliano renderà merito a tutto ciò».
Come sta oggi la Fipav Brescia?
«Bene ed è una bella soddisfazione. Abbiamo moltissime squadre che prendono parte ai campionati giovanili, 32 compagini dalla serie D alla serie A. I numeri tengono, ci sono più di 8.000 tesserati, di cui circa 6.500 under 18. Ovvio che il settore femminile gode di maggior salute, perché quello maschile soffre la concorrenza di discipline come basket, calcio e ora anche tennis. Siamo comunque il secondo comitato dopo Milano».
Com’è la distribuzione delle società sul territorio?
«Direi omogenea, forse quello in cui soffriamo di più è la Valcamonica, ma per una questione logistica, di distanze. Nonostante ciò ci sono realtà che lavorano benissimo a Esine, Sellero, Piancamuno, ma le trasferte non sono facili. Chi vuole fare pallavolo in Valle si rivolge agli enti di promozione sportiva ed è giusto così. Abbiamo ottimi rapporti, in particolare col Csi, col quale abbiamo fatto un accordo perché gli arbitri possano dirigere i match anche per la Federazione e i tecnici allenare in entrambe le realtà».
Lei è presidente dal febbraio 2025, ma ha sempre vissuto di pallavolo: come ha visto cambiare il movimento?
«Diciamo che per quanto riguarda la mia presidenza c’è una continuità rispetto a quanto fatto in precedenza in maniera ottimale da Tiziana Gaglione. Le cose sono cambiate in questi anni e purtroppo se da una parte i costi ad esempio per una trasferta sono aumentati tantissimo, dall’altra le famiglie devono fare i conti con una crisi che si sente anche nello sport. In più è mutato l’aspetto burocratico: è più complicato e alcune realtà poco strutturate vanno in difficoltà. Ci sono più fusioni».

Le scuole restano un bacino da cui attingere?
«Eccome, ma è giusto che siano le società più che la Federazione a cercare collaborazioni».
Qual è uno degli obiettivi per il futuro prossimo?
«Avere tutte le partite coperte da arbitri: sappiamo che non è facile, ma ci stiamo mettendo tutto il nostro impegno per riuscirci».
E se guarda più avanti?
«Avere una squadra nella serie A1 femminile come oggi la Banca Valsabbina Millenium e una nella SuperLega maschile. Penso alla Consoli, a cui faccio i complimenti per il successo nella Supercoppa».
Anche perché nel Bresciano la passione non manca...
«Anzi, questo è un territorio che ha voglia di grande pallavolo. Lo hanno dimostrato i play off della Millenium, della Consoli prima, per ultimo il Trofeo Astori che ha portato ancora a Montichiari quattro delle migliori realtà pallavolistiche maschili. E sempre ci sono state migliaia di persone sugli spalti. Non è un caso».
E una casa della pallavolo?
«Chissà, magari anche solo sistemando il San Filippo: sarebbe bello».




