Il re degli Asso depone la corona. Sul Garda si chiude un’era. Dopo più di due decenni col vento in poppa e un lunghissimo elenco di campionati e regate vinti, per non dire dominati, l’Asso 99 Assterisco ammaina le vele e passa di mano.
Decisione sofferta
La decisione dello storico armatore – Pier Giorgio Zamboni, bresciano di Bovezzo, tesserato per il Circolo vela Gargnano – è definitiva e non concede spazio a ripensamenti o inversioni di rotta. «Tutta colpa dell’ansia da prestazione», dice Zamboni, che nonostante fosse un veterano dei campi di regata, con un palmares da fare invidia, non reggeva più la tensione agonistica della competizione. «La notte prima del campionato europeo – racconta – mi sono alzato tre volte per controllare il vento. Troppa agitazione troppa tensione. Ho sentito la necessità di staccare la spina. Anche perché quest’ansia da prestazione mi rallentava. Così ho detto stop: meglio fermarsi ora, da vincenti, che continuare senza le giuste motivazioni».
La svolta
Basta regate, dunque. E il panorama velico gardesano resta orfano di una barca che ha lasciato un segno profondo. È la parola «fine» in calce a un’avventura iniziata molti anni fa. «Ne sono passati ventisei dal giorno in cui, quasi per caso, decisi di comprare quella barca. Mi imbattei nei due precedenti armatori mentre ne stavano parlando al porto di Bogliaco, incerti su cosa farne. L’ho comprata io». È l’inizio di una storia sportiva che durerà decenni, un quarto di secolo vissuto sempre sull’onda, con le vele gonfiate dal vento.
I protagonisti delle vittorie

«La prima timoniera – ricorda Zamboni – è stata Laura Galbiati, alla barra di Assterisco per tre anni. Poi al timone è arrivato Pier Luigi Omboni e per 23 anni l’equipaggio è sempre stato più o meno lo stesso. Omboni al timone, io nel ruolo di drizzista e trapezzista, Fabrizio Butturini prodiere e Paolo Moccia tailer. Un’altra colonna del team è stato Pietro Biemmi, che è venuto a mancare da qualche anno. Altri si sono alternati, come Stefano De Giuli, Bubu Carattoni, Cesare Togni, Diego Larcher e Fabrizio Patucelli, ma lo zoccolo duro dell’equipaggio non è mai cambiato».
Il palmares
E’ stellare: 13 titoli italiani, 2 titoli europei, 13 Trofeo Gorla dei quali 6 consecutivi, 11 Centomiglia, 7 Trans Benaco di cui una come primo assoluto. Poi ancora le Gentleman’s Cup, le Salò Sailing Meeting e i Trofei Santarelli, intitolati al progettista costruttore Ettore Santarelli, romagnolo trapiantato sul basso lago, colui che disegnò il monotipo Asso 99, la barca che i velisti del Garda sognavano per dare libero sfogo alla loro mania per la velocità, con i trapezi e la poppa aperta. «Possiamo dire senza falsa modestia – ammette Zamboni – che Assterisco è la barca che ha vinto di più sul lago di Garda».
I successi più grandi

La vittoria più bella? «Più che a una singola regata, penso a un’intera stagione, quella del 2025, quando vincemmo campionato italiano, campionato europeo, Gorla e Centomiglia». Un poker storico, difficilmente ripetibile. Qual è il segreto di tante vittorie? «Sicuramente l’equipaggio affiatato. Siamo insieme da 23 anni, c’è grande intesa. Omboni, il nostro timoniere, è un rottweiler, che ci tiene sempre sotto pressione e non ci fa mollare mai. Ma anche la cura della barca ha la sua importanza. La trattiamo come una donna meravigliosa: la teniamo con cura e non le facciamo mancare nulla. Su Assterisco non c’è mai una virgola fuori posto».
Barca perfetta
Equipaggio rodato e barca perfetta: binomio vincente, fino all’ultimo. Anche nella stagione 2026, appena conclusa, Assterisco ha recitato da protagonista, sempre al vertice: primo al Gorla, primo alla Centomiglia, secondo al campionato italiano e terzo all’europeo. Poi la decisione di lasciare. Come tutte le favole belle, anche in questa è arrivata la parola «fine».
«La barca – dice Zamboni – l’ha comprata un allenatore. Credo che rimarrà al Circolo Vela Gargnano. Non so se regaterà ancora in futuro, vedremo. Di certo si chiude un ciclo straordinario. Senza alcun rammarico, anzi, per qualcuno si tratta di una buona notizia. Almeno – mi hanno detto – potremo vincere anche noi». Una battuta che strappa un sorriso, ma che non cancella la portata di quanto fatto in questi anni. E quello fatto da Assterisco, sul Garda, ha già conquistato un posto negli annali della vela.



