Rugby Brescia, il docufilm in S. Barnaba mezzo secolo dopo lo scudetto
È passato mezzo secolo – 50 anni tondi – dallo storico scudetto del Rugby Brescia. Un successo incredibile, clamoroso, figlio di un’epoca in cui la città ha saputo fare pacchetto di mischia e portarsi a caccia di un sogno. Immagini epiche in bianco e nero, un po’ sgranate, eppure nitidissime nella memoria dei protagonisti, hanno guidato ieri sera il numerosissimo pubblico dell’auditorium San Barnaba – compresi alcuni degli eroi di quel meraviglioso Brescia –, alla scoperta di «Un’impresa, un ricordo, una leggenda», il coinvolgente documentario prodotto da Teletutto con il Rugby Brescia per celebrare l’anniversario di un tricolore che sembrava impossibile.
I filmati
A raccontare l’ascesa di una squadra che, due stagioni prima, militava in serie B è un montaggio di filmati d’epoca, Teche Rai e testimonianze (attuali) inedite. Sullo schermo scorrono le folgorazioni di Lorenzo Bonomi nelle vie di Cardiff – lì germogliò l’idea di un Brescia «gallese» – e l’ingaggio del fuoriclasse David Cornwall, affiancato dal capitano azzurro Marco Bollesan. E poi il ritorno a casa dei «figliol prodigo» Bonetti e Modonesi; l’arrivo dei «banditi» Abbiati, Paoletti, Fedrigo, Spagnoli. Il ruolo determinante di Beppe Vigasio – giocatore e allenatore – nel ricucire gli strappi dello spogliatoio. Altrettanto decisivi sono i giocatori bresciani, colonna portante della formazione campione d’Italia.
È lo scontro diretto con L’Aquila, il 13 aprile 1975, allo stadio di via Collebeato (oggi «Bruno Menta») gremito da cinquemila spettatori, che spalanca le porte alla storia. Il trionfo, i complimenti del sindaco Bruno Boni e l’abbraccio di un’intera città.
Il documentario
Il docufilm, curato magistralmente da Gianluca Barca e Paolo Bergamaschi, è impreziosito da materiali degli archivi Vigasio ed Eden e realizzato con il patrocinio della Fir - Comitato Lombardia. «Abbiamo realizzato un lavoro che riporta alla luce un’epoca lontana e immagini cariche di storia – dice Gianluca Barca, firma del Giornale di Brescia –. In quegli anni, parte dell’imprenditoria cittadina decise di inseguire un sogno mai raggiunto prima in nessuno sport a Brescia, lo scudetto. Ringrazio Paolo Bergamaschi, Teletutto, il Giornale di Brescia, il direttore Nunzia Vallini e l’ex direttore Gabriele Colleoni per aver creduto nel progetto».
Sul palco Donato Daldoss ex biancazzurro (oggi promotore di un concorso sui valori formativi dello sport fra gli studenti delle scuole) e il presidente del Brixia, Ernesto Bruni Zani lanciano la suggestione: «Sarebbe bello se riuscissimo a unire le forze e ricreare a Brescia lo spirito che questa squadra ha creato 50 anni fa».
Assente all’appuntamento, perché al confronto coi tifosi del Brescia Calcio, l’assessore Cantoni è stato sostituito dal consigliere Francesco Tomasini.
Targa commemorativa
Il presidente Zani ha consegnato poi ai giocatori (erano presenti 14 dei «magnifici 25») una targa commemorativa. Nove protagonisti hanno già passato la palla («Pego», «Ciombo», «Gero», «Cubo», «Ambro», Alan, Bianchi, Paoletti, Bollesan) ma le loro famiglie raccolgono il testimone e partecipano al ricordo di una pagina indelebile che riaffiora da un mondo diverso, non solo sportivo. Il rugby bresciano si specchia ancora in quell’impresa dal sapore antico e prova a sognare.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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