Il presidente del Csi: «Vicini a ragazzi e famiglie, ma troppa burocrazia»

Emiliano Scalfi, alla guida del Comitato di Brescia, affronta il tema dei costi dell’attività sportiva, sui quali pesano gli adempimenti amministrativi e le norme sul lavoro: «Qualche difficoltà, ma non abdichiamo alla nostra missione educativa»
Alessandro Carini

Alessandro Carini

Vicecaposervizio

Bambini che giocano a calcio
Bambini che giocano a calcio

Dalla parte dei ragazzi che vogliono fare sport e delle loro famiglie, sempre. Anche se oggi è più difficile e l’aumento dei costi e delle incombenze burocratiche rappresenta un ostacolo da superare con fatica crescente. Il Csi sa bene che cosa significhi organizzare l’attività sportiva, in primis dei giovani (ma non solo). E continua a farlo con impegno, fedele alla sua missione educativa e sociale, nonostante un quadro economico e normativo non troppo favorevole. Ne parliamo con Emanuele Scalfi, presidente del Comitato territoriale di Brescia.

Presidente, anche il vostro mondo riscontra un aumento dei costi per praticare attività sportiva?

Sì, il tema c’è anche per noi. Anche se va inquadrato correttamente. La questione non è tanto quella del costo dell’iscrizione al Comitato, ad esempio da noi la tessera va dagli 11 ai 15 euro. Bisogna poi distinguere tra sport di squadra e sport individuali e tra disciplina e disciplina. Faccio un esempio: l’iscrizione al campionato di calcio a sette dagli under 8 agli under 12 va da 250 a 350 euro, più 30 di cauzione. Negli sport individuali in generale il costo è maggiore, tra retta mensile, istruttore da pagare, abbigliamento (ad esempio il body per la ginnastica) e iscrizione alle singole gare. Il fatto è che a crescere è il costo della vita in generale e le famiglie devono fare i conti con questo: lo sport è un «più 1» che si aggiunge alle tante altre voci di spesa, dai libri scolastici al caro carburante. Così tanti genitori si privano di qualcosa per far fare sport ai figli, ma spesso si impone la scelta di tagliare ciò che non è indispensabile.

Cosa può fare un ente come il vostro?

Noi continueremo a fare di tutto per agevolare le famiglie ed i ragazzi, cercheremo di far giocare tutti il più possibile. Le nostre società, a partire dagli oratori, fanno aggregazione e accettano tutti, provando a venire incontro a chi fa fatica. Abbiamo ancora presidenti e volontari che ci mettono, oltre al proprio tempo, anche del denaro. E così, nelle 15 discipline che seguiamo, nella stagione 2025/2026 abbiamo avuto 82mila tesserati e 600 società sportive. Numeri significativi, che ci rendono orgogliosi. Ma certo non è facile portare avanti tutta questa attività.

Emiliano Scalfi, presidente del Csi di Brescia - ®www.giornaledibrescia.it
Emiliano Scalfi, presidente del Csi di Brescia - ®www.giornaledibrescia.it

Quali sono le difficoltà principali?

La burocrazia e alcuni obblighi imposti dalla riforma della legge sullo sport. Dal certificato medico alle iscrizioni al Rasd, il Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, gli adempimenti richiesti sono molteplici. Poi c’è il tema impegnativo della nuova disciplina dei rapporti di lavoro in ambito sportivo. La riforma, giustamente, ha voluto tutelare chi lavora in questo settore, ma le differenze tra l’area del professionismo e quella del dilettantismo sono sostanziali e secondo noi le norme non ne tengono pienamente conto. La riforma è entrata in vigore definitivamente nel 2023, credo che sia il momento di fare una valutazione su quello che ha portato. Io riscontro che molte società sono in difficoltà. La rendicontazione dei compensi impone competenze da commercialista e soprattutto le piccole società ne risentono. Diventa problematico riconoscere qualcosa a un disoccupato che presta servizio in una asd, con un contratto di co.co.co. rischia di perdere l’indennità. Tutti i co.co.co. poi devono essere inseriti nel Rasd ed i compensi, che non sono mai cifre alte, vanno a incidere sull’Isee. Anche i rimborsi agli arbitri (da noi 0,20 euro a chilometro) sono di difficile gestione. E meno male che l’obbligo della partita Iva è stato rinviato al 2036…

In questo quadro i volontari resistono?

Devo ringraziarli. Sono la nostra forza, anche se la loro età media cresce e le nuove adesioni non sono numerose. Mi preoccupa il futuro: chi si assumerà la responsabilità di fare il presidente di una società sportiva? Il problema peraltro è generale, non solo dello sport. Una volta Brescia era una capitale del volontariato, ora qualche segno di crisi c’è. È più difficile coinvolgere i giovani, ma non bisogna gettare loro la croce addosso. Recentemente, in occasione di una conferenza, me ho parlato con una ragazza di 18 anni. Mi ha fatto notare che con le attuali prospettive lavorative per un giovane è più sensato andare a consegnare le pizze per portare a casa qualche soldo piuttosto che dedicare il proprio tempo ad una attività di volontariato. Ecco, al di là di ogni considerazione credo che i ragazzi vadano ascoltati e che si debba provare a trovare un modo per andare loro incontro.

Che cosa si può fare per aiutare il vostro mondo?

Al di là di rivedere parzialmente la normativa sul lavoro sportivo (recentemente i rappresentanti di una nostra società di ginnastica dinamica militare ne hanno parlato al ministro Abodi), un sostegno potrebbe venirci sul versante dei costi energetici. Le bollette pesano tantissimo, la Regione Lombardia attraverso un bando qualcosa ha fatto, sarebbe bello se le compagnie energetiche ci venissero incontro con una tariffazione che tenga conto del valore sociale della nostra attività.

Perché, questo non è in discussione, il Csi non intende abbandonare la sua missione...

E ci mancherebbe! La portiamo avanti con entusiasmo ed impegno perché crediamo fortemente nel valore educativo dello sport. Continuiamo anche a investire in formazione per i nostri dipendenti (ne abbiamo otto) e tesserati. Presto lanceremo un progetto nuovo: con gli incassi delle multe faremo sì che un dirigente per ogni società, dall’Under 8 all’Under 14, possa partecipare gratuitamente ad un corso per allenatore, che lo formi dal punto di vista tecnico ed associativo. Continueremo ad essere al fianco dei ragazzi e delle famiglie.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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