Sonny Colbrelli torna «in sella» col Team Valsabbia Allievi

L’ex campione di Casto sarà vicepresidente della squadra che lo lanciò nei grandi
Paolo Venturini

Paolo Venturini

Giornalista

Sonny Colbrelli da Esordiente con il team Vallesabbia - Foto Rodella
Sonny Colbrelli da Esordiente con il team Vallesabbia - Foto Rodella

Un tuffo nel passato per proiettarsi al futuro. Sonny Colbrelli torna virtualmente in sella per affiancare in qualità di vicepresidente il team Allievi che sta per nascere con una denominazione molto cara all’ex campione di Casto. La nuova formazione per il 2027 infatti si chiamerà «Team Valsabbia» rispolverando il nome della squadra dove Sonny è cresciuto, ha ottenuto le prime vittorie e si è lanciato verso la carriera professionistica.

L’idea primigenia

L’idea nasce da un gruppo di amici coinvolgendo Fabio Cocca della Fermont di Villanuova sul Clisi, papà dei gemelli Emma e Leonardo entrambi potenziali talenti che passeranno quest’anno nella categoria Juniores. Insieme a Fermont ci sarà Maniva Ski, comprensorio sciistico valsabbino che fa capo alla famiglia Lucchini sempre vicina al ciclismo, Dusi edilizia e Ciclygarda con la bici De Rosa in dotazione.

Presidente Martina Cocca, vice Colbrelli, direttori sportivi Giuseppe Rodella, Ivan Sandrini e Alessandro Pedersoli. Il team sarà composto da 8 atleti, 6 del secondo anno, due del primo. «Ci siamo posti il problema di dare la continuità ad alcuni ragazzi della zona che rischiavano di restare senza squadra – racconta Fabio Cocca – e così abbiamo dato vita a questa formazione riprendendo il glorioso nome e coinvolgendo Sonny Colbrelli».

I ricordi di Sonny

«Quando mi hanno parlato del progetto e che volevano chiamarlo team Valsabbia ho aderito subito con entusiasmo all’idea» - racconta al Giornale di Brescia Sonny Colbrelli attualmente impegnato con il negozio di Salò Cycling Garda. Il nome team Valsabbia evoca per Colbrelli dolci ricordi. «Dai G4 agli Juniores ho sempre corso per il team Valle Sabbia». Sponsor e gestione diverse rispetto al team che ha operato a cavallo degli anni Duemila, guidato allora dalla famiglia Frapporti e main sponsor la Delio Gallina.

Con il team Colbrelli si è tolto delle belle soddisfazioni: «Ho vinto più di trenta gare, a parte G5 e G6, poi nelle altre categorie ho sempre vinto. La mia vittoria più bella? Senza dubbio la Coppa d’oro in Valsugana, da Allievo, una delle gare di maggior prestigio. E ricordo ancora chi ho battuto, esattamente venti anni fa: Fabio Felline, Moreno Moser, Cristian Sbaragli, Jan Tratnik, tutti passati con successo al professionismo. Oggi in attività c’è solo lo sloveno».

Insieme ai ragazzi

Immagino che il suo ruolo sarà quello di accompagnare ogni tanto questi ragazzi nei loro allenamenti. «Certamente, e devo confessare che è l’aspetto che mi preoccupa di più». Perchè? «Oggi il ciclismo è profondamente cambiato, gli Allievi odierni viaggiano subito a mille. I ragazzi hanno anche a disposizione materiali e bici che io vent’anni fa nemmeno mi sognavo di avere da Juniores, vanno forte. E io sono un po’ giù di allenamento, devo riprendere ad andare in bici per non fare brutte figure. In ogni caso accompagnerò i ragazzi, darò qualche consiglio, ma non mi intrometterò mai nelle decisioni di tecnici e ds».

E che consiglio si sente di dare a questi ragazzi? «Vorrei dire loro come ai genitori, ragazzi correte solo per divertirvi!». Però gli facciamo notare che quando lui era Allievo era famoso per le sue sfuriate dopo gara: «Certo – dice sorridendo – e vorrei evitare a questi ragazzi i miei errori, a volte esageravo a prendere troppo sul serio certe gare».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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