Elisa Bianchi: «Dopo i tricolori in pista sogno di andare alle Olimpiadi»

La juniores della Biesse è la prima azzurra di sempre a vincere il titolo in quattro discipline
Paolo Venturini

Paolo Venturini

Giornalista

Primo tricolore su pista per Elisa Bianchi - Foto Rodella
Primo tricolore su pista per Elisa Bianchi - Foto Rodella

Ha provato a correre su pista un anno fa, inserita dal suo ex team, la modenese Btf Burzoni, per il quartetto dell’inseguimento, poi quest’anno la Biesse Carrera le ha chiesto di provare anche le gare individuali in occasione degli italiani assoluti su pista a San Francesco al Campo. Risultato due titoli tricolori di categoria a sorpresa, nello Scratch e nell’Omnium, ovvero la combinata della pista. E così la diciottenne di Lograto si è scoperta campionessa anche sugli ovali.

Multidisciplinare

Polivalente per caso, è il testimonial ideale della multidisciplina tanto voluta dalla Federazione ciclistica. È infatti l’unica italiana finora ad aver conquistato, dalle categorie agonistiche giovanili, almeno un tricolore nelle quattro distinte discipline del ciclismo: il ciclocross, il cross country con la mtb (titolo conquistato a Nave da Allieva), la strada (italiani in linea) ed ora la pista.

«In tutto sono nove tricolori – fanno sapere con orgoglio il padre Gianluca e la mamma Simona – così distribuiti: tre nel ciclocross (due da Esordiente e uno da Allieva), tre nella mtb (idem), un titolo su strada da Allieva, e quest’anno da Juniores i due titoli individuali su pista a cui va aggiunto l’Europeo con il quartetto dell’inseguimento». Nonostante su strada le manchi ancora la vittoria in questa stagione, l’exploit su pista ha ricevuto il plauso dei commissari tecnici.

Il parere di Velo

 Dice di lei il ct Marco Velo. «Elisa è sicuramente un talento, deve però controllare la sua impulsività in corsa, essere più fredda e calcolatrice nelle sue decisioni. Se migliora sotto questo aspetto caratteriale ci sono tutti i presupposti perché possa prendersi e darci tante soddisfazioni. È un’atleta completa, forte sul passo, va bene in salita, è migliorata in volata. La prendo in considerazione per i prossimi mondiali e poi...c’è tempo per lavorare per le Olimpiadi».

Uno sogno a cinque cerchi

Il podio tricolore dello Scratch juniores femminile - foto Rodella
Il podio tricolore dello Scratch juniores femminile - foto Rodella

Lei è consapevole del suo talento, ma forse deve esplorare ancora i suoi limiti.

«Ho iniziato ad appassionarmi alla pista, mi rilassa rispetto alle corse su strada e poi ho trovato un bel ambiente e persone eccezionali come Diego Bragato (ct femminile su pista) che mi stanno insegnando tanto».

Sai che le tue perfomance su pista possono aprirti le porte alle prossime Olimpiadi di Los Angeles, fra due anni?

«Sarebbe veramente il mio sogno andare alle Olimpiadi. Finora ho provato tante esperienze con la bici e in tutte le squadre dove sono stata ho appreso qualcosa. Dagli esordi con la Carbonhubo, al Velò Montirone, alla Piton del ciclocross, poi la Flandres love con le prime gare su strada, alla Btf Burzoni con l’esordio in pista e infine la Biesse Carrera Zambelli dove ho potuto cimentarmi in queste prove. Mi manca ancora la vittoria sua strada da Juniores, anche se ci sono arrivata vicino. Il futuro? Mi piacerebbe fare un’esperienza in un top team all’estero. Intanto comincio col fare il passaporto».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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