«Why not us?»: così adesso gli Usa sognano di vincere il Mondiale

Il tecnico Pochettino ha lanciato una domanda diventata tormentone negli Stati Uniti. Intanto sulle note di «Take Me Home, Country Roads» la squadra è approdata agli ottavi di finale della Coppa del Mondo
Gianluca Magro

Gianluca Magro

Caposervizio

Mauricio Pochettino, allenatore che sta portando in alto gli Stati Uniti al Mondiale giocato in casa - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Mauricio Pochettino, allenatore che sta portando in alto gli Stati Uniti al Mondiale giocato in casa - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

«Why not us?», ovvero «Perchè non noi?». Che diventa anche «Why not US?», ovvero «Perché non gli Stati Uniti?». La domanda di Mauricio Pochettino, tecnico argentino degli Usa, lanciata in maniera provocatoria prima dell’inizio del Mondiale a chi gli chiedeva quali potessero essere le favorite alla vittoria finale, sta diventando uno dei simboli della Nazionale a stelle e strisce, che agli ottavi ci è arrivata facile facile. Un po’ come il Messico, l’altro padrone di casa insieme al Canada.

La nuova passione

E così per le strade di una New York che sembra aver già messo nel cassetto lo storico titolo Nba dei Knicks, piuttosto che in quelle di Los Angeles, è tutto un parlare di calcio, di quanto sia bravo il ct argentino, di quanto Pulisic sia forte.
Tutti pazzi quindi per il «soccer», perché il «football» è roba inglese e negli States equivarrà sempre alla palla ovale, al touchdown, al quarterback.

Eppure i parallelismi con Kane e compagni ci sono, eccome. A partire proprio da quel «Why not us?» (che a noi bresciani rimanda un po’ al «Why always me?», «Perchè sempre io?» di balotelliana memoria) ormai tormentone alla pari dell’«It’s coming home» dei tifosi dei Tre Leoni, che in realtà dal 2021 in poi non è che abbia portato benissimo…

Note di festa

E se gli inglesi hanno ormai adottato «Wonderwall» mettendolo quasi sullo stesso piano di «God save the King», ecco che quelli americani ormai si fermano a lungo allo stadio finita la partita per intonare «Take Me Home, Country Roads», prima coi giocatori e poi da soli. Oasis (canzone del 1995) contro John Denver (brano del 1971).

Incroci sportivi che diventano musicali, destini diversi che chissà, potrebbero anche sovrapporsi. Kane è diventato l’uomo del momento nel Regno Unito, la fermata della metropolitana di Canary Wharf da mercoledì sera è già stata ribattezzata «Kaneary Wharf». Pochettino, telefonate di Trump a parte, è forse oggi l’argentino più amato negli Usa. In fondo sta dando linfa a quel «sogno americano» spendibile anche nel calcio. Anzi, nel «soccer».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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