Era tutto scritto (in messaggi che Massimo Cellino aveva inviato a Pep Clotet e che non sono rimasti privati). Era solo una questione di capire la tempistica: l’unica possibilità che non andasse a finire come invece è andata a finire era legata all’eventualità che Alfredo Aglietti impattasse alla grande. Ma così non è stato, perché la squadra ha continuato a viaggiare - tranne un piccolo sussulto col Palermo - sulle non frequenze di un elettroencefalogramma piatto. Quello che Pep Clotet (al terzo round col Brescia) aveva lasciato e quello che dunque, da oggi, 27 giorni dopo l’esonero del 21 dicembre scorso, ritroverà.
Con il compito di provarle tutte per rianimare un gruppo mentalmente logorato e che rispecchia in pieno l’ambiente circostante e una società la cui guida, Massimo Cellino non si capisce più dove voglia, o possa, andare a parare. Anche la storia di questi 5 anni racconta di una miriade di andate e ritorni clamorosi e a tutti i livelli, quindi non sta nella mossa lo stupore. Solo che stavolta non è come le altre volte perché l’ambiente è arrivato a livello di saturazione e perché il Brescia è interessato da un extracampo che non lascia tranquilli per le tante, troppe incognite.




