Un cane che abbaia e che allo stesso tempo, morde. Né più né meno è il modello di Brescia ci aspettiamo questo pomeriggio – ore 17.30 – in casa contro la Triestina. Non possiamo prendere in considerazione l’opzione di una squadra versione gattino che fa le fusa di Zanica.
Così come il ko contro la Pergolettese aveva lasciato strascichi che si erano riflessi sulla successiva gara - poi vinta - con la Pro Patria, il rischio che anche il flop contro l’Albinoleffe rilasci qualche effetto anche oggi, c’è. Però, tempo per le autoanalisi non ce n’è più perché con quella odierna mancano appena 8 gare alla fine della regular season e il Brescia deve scendere dal lettino dell’analista immaginario, decidendo cosa vuol fare e chi vuol essere da grande. Soprattutto, se vuole esserlo. E la migliore dichiarazione d’intenti, a quel punto non può che essere un’autocura. Non può che essere passare all’azione. Cospargendosi di coraggio, armandosi di un atteggiamento che sia definibile vincente dall’inizio alla fine.




