Sali: senza un minimo di pepe. Sali: quelli che, abbondanti, serviranno per riprendersi da un martedì sera innaffiato da una delusione che è impossibile nascondere. Sali, colui che nel mezzo di un secondo tempo con meno minuti da giocare che già giocati, alla prima e quasi unica occasione per i suoi ha giustiziato il Brescia. Che si prende e si porta casa un’altra lezione pesantissima da imparare invece che dimostrare di sapere quasi tutto il libro a memoria, da primo della classe.
Il Brescia ha perso, perché? (Anche) perché non ha fatto assolutamente il necessario per vincerla. Quello visto ieri nel «teatrum» più che nello Stadium dell’AlbinoLeffe (atmosfera quasi inquietante con appena 542 spettatori e solo un poco di sottofondo grazie alla trentina di fuori provincia bresciani presenti prima che gli altrettanti ultras di casa iniziassero a tifare nella ripresa), quello visto ieri - dicevano - è stato un spettacolo ben poco rassicurante. Dal quale sono avanzati, di nuovo, molti più dubbi che risposte. Perché quelle che avevamo trovato con il Lecco, le abbiamo dovute rimettere in tasca. Occorre parlare di un passo indietro e di un Brescia dei «senza» più che di un Brescia «con».




