Brescia, che delusione: un inatteso nuovo passo indietro

Sali: senza un minimo di pepe. Sali: quelli che, abbondanti, serviranno per riprendersi da un martedì sera innaffiato da una delusione che è impossibile nascondere. Sali, colui che nel mezzo di un secondo tempo con meno minuti da giocare che già giocati, alla prima e quasi unica occasione per i suoi ha giustiziato il Brescia. Che si prende e si porta casa un’altra lezione pesantissima da imparare invece che dimostrare di sapere quasi tutto il libro a memoria, da primo della classe.
Il Brescia ha perso, perché? (Anche) perché non ha fatto assolutamente il necessario per vincerla. Quello visto ieri nel «teatrum» più che nello Stadium dell’AlbinoLeffe (atmosfera quasi inquietante con appena 542 spettatori e solo un poco di sottofondo grazie alla trentina di fuori provincia bresciani presenti prima che gli altrettanti ultras di casa iniziassero a tifare nella ripresa), quello visto ieri - dicevano - è stato un spettacolo ben poco rassicurante. Dal quale sono avanzati, di nuovo, molti più dubbi che risposte. Perché quelle che avevamo trovato con il Lecco, le abbiamo dovute rimettere in tasca. Occorre parlare di un passo indietro e di un Brescia dei «senza» più che di un Brescia «con».
È stata un prova in sottrazione, di idee e adrenalina. Le conseguenze sono eventualmente più mentali che non di una classifica che resta al sicuro nonostante ora il Lecco, in picchiata, non sia più il primo nemico da cui guardarsi: a - 5 punti (che poi sarebbero 6 per il vantaggio negli scontri diretti ci sono il Trento, in grande forma che ha battuto il Vicenza a domicilio, e il Renate che ha abbattuto proprio il Lecco con un tris. Occhio... Spacciamo comunque il fatto di aver perso solo un punto su chi insegue per buona notizia: nella serata in cui però tutti avevamo fatto un pensierino all’idea di mettere definitivamente via il discorso secondo posto, involandosi con un vantaggio quasi da doppia cifra.
Che partita è stata?
Come spesso accade con due Brescia in campo. Molto francescano, dunque assai frugale, quello del primo tempo. Nel quale si è potuta apprezzare, come minimo sindacale, almeno una solida fase difensiva. Più operativo quello della ripresa. Niente di speciale, ma quel tanto che pareva sufficiente per riuscire ad avere ragione di un AlbinoLeffe interessante, ma onestamente alla portata. E che nel secondo tempo aveva preso quello che nel primo tempo era stato il posto del Brescia in termini di passività.
Paradossalmente però, proprio nel miglior momento della squadra di Corini, gli uomini di Lopez hanno saputo menare duro. Da una rimessa laterale per il Brescia, si è sviluppato un contropiede che ha posato l’occhio di bue sulle difficoltà in velocità di Sorensen e Silvestri: il primo ha bucato di testa, il secondo è stato superato di piede e a mezza gamba alta da Sali che si è involato e che al 28’ ha freddato Gori.
Fin lì mai, davvero mai, impegnato. Al pari però, va detto, di Baldi, che pure al 6’ (sempre della ripresa) se l’era vista bruttissima: gran palla di Cazzadori, appena entrato, per Marras solissimo (una delle poche disattenzioni dietro dei casalinghi) in area: anziché andare sicuro di testa, l’esterno ha però tentato l’acrobazia. Sprecando malissimo. È stato quello una specie di punto di svolta in una partita che è esistita davvero solo nella seconda frazione.
Nella prima ha regnato sovrano il niente se si eccettua una grande occasione sciupata in avvio da un Crespi al ribasso. Poca cosa il Brescia dove la scelta di puntare su Di Molfetta non ha pagato (il fantasista tornava titolare dopo 71 giorni) insieme al conseguente ridisegno tattico: in fase di possesso la squadra si muoveva secondo una sorta di 3-4-3 con «Dimo» largo a sinistra, Balestrero a destra e Crespi centrale. Ritmi bassi come il baricentro, attacco isolato, poche idee. Mentre di là l’AlbinoLeffe dava l’idea di avere idee più scolpite e anche più energia. Niente però che abbia destato preoccupazione.
Il Brescia rivitalizzato dall’ingresso di Cazzadori, si è ripresentato nella ripresa animato da migliori intenzioni Senza ferocia, ma sufficientemente in controllo. Poi la frittata, quindi le occasioni - più frutto della disperazione - con Balestrero e Crespi, ma con in mezzo il quasi 2-0: provvidenziale Boci. Che anno è? Che giorno è? Riecheggia Battisti dagli altoparlanti. Noi aggiungiamo: che Brescia è?
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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