Il Brescia chiama casa per chiudere col Casarano e aprirsi alla semifinale

Oggi ritorno dei quarti play off al Rigmonti: ai pugliesi servono quattro gol di scarto per cambiare l’epilogo. Venduti a ieri quasi 8.000 biglietti
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Alessandro Mercati - © www.giornaledibrescia.it
Alessandro Mercati - © www.giornaledibrescia.it

Temperatura primaverile, orario che consente di non fare troppo tardi e quindi compatibile con gli appuntamenti lavorativi e scolastici di domani, ipotesi molto ma molto più che concreta di poter alzare le braccia al cielo e tornarsene a casa col cuor contento friggendo il giusto. C’è tutto per farsi trovare puntuali – ore 20 – al posto giusto: lo stadio Mario Rigamonti.

Dove il Brescia gioca per mettere la ciliegina sulla torta sfornata a Casarano: ci sono i conti da chiudere prima di andare ad aprire la partita doppia per la semifinale. Anche scoprire contro chi alla fine il Brescia dovrà scontrarsi - tra la Salernitana e un Ravenna che per provare a rovesciare le parti con i granata di Cosmi dovrà vincere con due gol di scarto - per proseguire il sogno serie B può diventare un bel rito collettivo.

I disguidi sui biglietti

In quanti stasera a celebrare lo 0-3 dei biancazzurri a Casarano e per vedere gli stessi mantenere la barra dritta per non sbagliare niente contro i pugliesi? A ieri sera risultavano venduti 7.876 tagliandi.

A proposito: ieri la Questura è intervenuta con un secco comunicato col quale ha fatto sapere di non c’entrare nulla rispetto ai ritardi relativi alla partenza della vendita libera online dei biglietti che si sono registrati lunedì (solo alle 21 della stessa sera la procedura si è sbloccata). E rispetto ai quali il club di Pasini si era chiamato fuori facendo filtrare la versione di problematiche tecniche dovute a una «rimodulazione della limitazione relativa alla tifoseria ospite disposta dalle autorità competenti» facendo anche intendere che ci fosse un «palleggio» tra Questura e Lega Pro.

La Curva Nord del Brescia - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
La Curva Nord del Brescia - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Un pasticcio onestamente spiacevole che il Brescia ieri ha chiuso parlando di «condivisione e collaborazione continua con la Questura». Ribadiamo l’auspicio già espresso ieri: che delle difficoltà gestionali emerse in questo primo turno, comprese le mancate agevolazioni – che non sono mancate in altre piazze – per gli abbonati di tribuna, facciano da tesoro per la prossima tappa.

Che poi - anche se tanto dovevamo per correttezza rispetto a tutti gli attori chiamati in causa - è il focus di tutto. Che poi, il prossimo turno, deve essere l’unico focus di serata. La strada è spianata, ma al traguardo della semifinale occorre arrivare anche ufficialmente. È ovvio che, badando al sodo, è sufficiente non sbracare contro una squadra che dovrebbe vincere con 4 gol di scarto per mandare a casa il Brescia.

Impensabile, ma oltre che badare al sodo, c’è da mantenersi iper mentalizzati e sintonizzati sulle frequenze dell’intensità: pur senza stracciarsi le vesti, l’obiettivo resta comunque quello di cercare di vincere. Contro avversari che ci terranno a onorare la passerella «in uno stadio di A» come vedono il Rigamonti, ma che onestamente ci hanno consegnato l’idea di essere arrivata ai titoli di coda del loro straordinario percorso: sia da un punto di vista fisico che mentale.

Scelte

Senza dimenticare che tranquillo e sereno nel calcio di solito sono destinati a fare una brutta fine: quindi serve un Brescia che faccia il Brescia. Un Brescia che si è meritato il diritto di concedere un poco di riposo a qualche interprete e di dare minuti preziosi a pedine di qualità (vedi a esempio Zennaro) in lista d’attesa. Rotazioni sì, ma senza esagerare per non dare segnali di una passeggiata o di un allenamento: tale semmai dovrà diventare attraverso il piglio e l’atteggiamento giusti.

C’è un Rigamonti da scaldare e mettere a temperatura ideale e da allineare a una squadra che ha mantenuto la prima promessa dal momento in cui è scoccata l’ora delle partite che contano. Una squadra chiamata ora già a ripetersi per dimostrare che non è più come in stagione quando spesso è accaduto che fatto trenta poi non sia arrivato il trentuno o per paura o perché ci si è specchiati una volta di più. A prescindere questo Brescia merita affetto dentro un gioco di dare e avere, per restituirsi sempre qualcosa reciprocamente: prendiamoci la semifinale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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