Nell’aria c’è un doppio profumo. Che però non confonde perché finische per confluire in un’unica fragranza: quella dell’intesa. Da una parte la squadra, dall’altra l’ambiente. Ma è già squadra + ambiente. Anzi: squadra con l’ambiente. Tutto decisamente sopra le aspettative. D’altronde sono diversi i modi in cui un amore può nascere: come un sentimento crescente o come un colpo di fulmine. E rispetto all’Union Brescia, quest’ultimo pare aver colpito la stragrande maggioranza dei tifosi: gli oltre mille che domenica hanno fatto da cornice alla prima sgambata senza alcuna pretesa, rappresentano un campione piuttosto indicativo.
E non sembra affatto un fuoco di paglia – il classico chiodo schiaccia chiodo –, ma qualcosa destinato a radicarsi, consolidare e durare col classico «per sempre». I bresciani hanno perlopiù scelto di puntare a occhi chiusi la loro fiche sentimentale sul progetto di Giuseppe Pasini: si tratta di fiducia incondizionata che scaturisce anche dalla voglia di aggrapparsi alla brescianità come valore assoluto dopo anni di patimenti.




