È l’unico raccordo sul campo tra il vecchio e il nuovo Brescia. Con quel 21 sulla schiena che riporta a maglie gloriose indossate, e lo ricorda lui stesso, da mostri sacri del pallone come Pirlo e Zidane. Riccardo Fogliata, quel 21 ce l’ha anche sulla carta d’identità. Un’età verde, ma che è stata sufficiente per forgiarlo già nel corpo - dopo il lunghissimo infortunio patito l’anno scorso - e nella mente, lui che ha vissuto direttamente il dramma sportivo del Brescia Calcio.
Ma ora, è tutta un’altra storia: «Quest’anno si percepisce un clima diverso, si respira tutt’altra aria – afferma il centrocampista dell’Union Brescia, ieri sera ospite a "Parole di calcio” su Teletutto –. Si sente di più l’affetto dei tifosi, anche in città. E questo ti fa lavorare sereni. Siamo una squadra unita e con i tifosi c’è un bel mix. E io mi sento a mio agio quando entro in campo».



