Union Brescia, Fogliata: «Ho vissuto un brutto periodo, ora sono sereno»

È l’unico raccordo sul campo tra il vecchio e il nuovo Brescia. Con quel 21 sulla schiena che riporta a maglie gloriose indossate, e lo ricorda lui stesso, da mostri sacri del pallone come Pirlo e Zidane. Riccardo Fogliata, quel 21 ce l’ha anche sulla carta d’identità. Un’età verde, ma che è stata sufficiente per forgiarlo già nel corpo - dopo il lunghissimo infortunio patito l’anno scorso - e nella mente, lui che ha vissuto direttamente il dramma sportivo del Brescia Calcio.
Ma ora, è tutta un’altra storia: «Quest’anno si percepisce un clima diverso, si respira tutt’altra aria – afferma il centrocampista dell’Union Brescia, ieri sera ospite a "Parole di calcio” su Teletutto –. Si sente di più l’affetto dei tifosi, anche in città. E questo ti fa lavorare sereni. Siamo una squadra unita e con i tifosi c’è un bel mix. E io mi sento a mio agio quando entro in campo».
Presente
Poi, il focus va subito al presente: «La nostra arma vincente a Trieste è stata proprio l’unione. Con un solo obiettivo comune: la vittoria. Il rigore che hanno reclamato loro nel finale dove io ero protagonista? Ad inizio azione ci tiravamo un po’ la magia entrambi, ma quando Silvestro è entrato in area non l’ho proprio toccato e l’ho detto anche ai compagni di stare sereni… È stato un bell'inizio in un periodo in cui ci sarà da soffrire. Ma non abbiamo avuto paura e, da grande squadra, siamo andati a prenderci, pur soffrendo, i tre punti».
Il tutto, in piena emergenza: «Vero che abbiamo tre punte su quattro in rosa fuori causa, ma siamo in molti che possiamo ricoprire vari ruoli. Giani? Se è in fiducia, con quel sinistro delicato può essere un valore aggiunto per l'attacco». E ancora: «Questa è stata una settimana tosta, ma che soddisfazione con tre vittorie. Una settimana che ha mostrato la forza e l’unione di questo gruppo». Il tasto «rewind» viene premuto per un attimo quando gli si chiede delle sue condizioni: «Sto bene. E dall’infortunio dell’anno scorso ne sono uscito più forte. Non è stato facile, soprattutto a livello mentale perché, a parte qualcuno che mi è stato vicino, ho vissuto quel brutto periodo tutto da solo. Ma mi ha reso consapevole che sono cose che possono succedere nel calcio. Ora, quel che conta, è che tutto sia passato».
Infortuni che stanno falcidiando molti dei suoi compagni. Ricky trova una chiave di lettura: «Ci si allena forte, sempre con intensità. Può essere una delle cause di qualche infortunio di troppo. Ma vedo che anche in tutte le squadre di categorie superiori gli infortuni non mancano…». E a chi gli fa notare di un Balestrero in ripresa sui suoi standard, dice: «Bale è un capitano e un leader in tutti gli ambiti, dentro e fuori il campo. Ed è sempre pronto a dare una grande mano a tutti. Un grandissimo giocatore».
Giudizio positivo che si allarga anche al tecnico: «Mister Diana? Trasmette entusiasmo, ma anche serenità. Ci chiede grinta e cuore e noi facciamo di tutto per accontentarlo». E quando si parla in studio di una possibile occhiata al parco svincolati per l’attacco che però non mini gli equilibri del gruppo. Fogliata è netto: “Su questo aspetto non temo problemi: starà a noi, in caso arrivi qualcuno, integrarlo al meglio».
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