È scritto in alto nel cielo blu: le rondinelle volano ancora. È ufficiale: anche per il campo. Col Magico 17 – Tommy Maistrello – e col ragazzo fatto in casa – Riccardo Fogliata – l’Union Brescia ha stappato la sua prima gioia di sempre. È stato molto di più di un passaggio di turno in Coppa Italia di serie C (prossimo appuntamento il 30 ottobre a Carpi): piuttosto, si è trattato di un rito collettivo di rinascita. Celebrato attraverso l’incredibile spinta di quasi 6.000 tifosi. Una forza motrice. Capace di vibrare una energia pazzesca.
L’atmosfera
«Ma siamo al Rigamonti? O è un altro stadio?», si guardavano intorno e si domandavano gli abbonati storici più che del Brescia, dei climi di depressione. Era un altro Rigamonti, ma era il Rigamonti. Ed è un altro Brescia, ma è il Brescia. Che ha provveduto a mettere la ciliegina sulla torta di una serata di festa. Come Pasini desiderava. Ma il fatto è che i bresciani hanno a loro volta avuto ciò che desideravano: una squadra di governo e di lotta, che già convince. Capace di scatenare la furia, così come di soffrire. Anche di patire (poco, 15 minuti nel primo tempo e un’altra manciata di minuti, anche se in modo più contenuto, nel finale), ma senza mai disunirsi.



