Pasini ai suoi: «Per il mio compleanno presentatevi bene alla città»

Il presidente dell’Union Brescia chiede invece ai tifosi un po’ di pazienza: «Il nostro è un progetto triennale per quanto io sia convinto che anche quest’anno potremmo fare bene
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Il presidente dell'Union Brescia Giuseppe Pasini - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Il presidente dell'Union Brescia Giuseppe Pasini - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Diciassette. Il numero più ricorrente sulla ruota dell’Union Brescia. Nata il 17 luglio 2025, così come il Brescia Calcio fu fondato il 17 luglio del 1911. E domani, 17 agosto, ci sarà il debutto ufficiale sul campo in Coppa Italia (con la Dolomiti Bellunesi): un esordio che coincide con il compleanno numero 64 del presidente Giuseppe Pasini che per l’occasione ha rilasciato un’intervista a tutte le testate.

«Spero – dice Pasini – che siano i ragazzi a farmi un bel regalo di compleanno riuscendo a passare il turno. Certo, è una partita di Coppa Italia, ma sarebbe bello riuscire a presentarci bene alla piazza. Vero che nel precampionato (storicamente mai il forte della gestione Diana che per contro – ciò che più conta – è uno degli allenatori recordman della serie C, ndr) non abbiamo espresso il nostro miglior calcio, ma va anche detto che siamo partiti in ritardo con la preparazione. Eravamo un po’ sulle gambe, ma un po’ più di brillantezza credo che i ragazzi l’avranno. Va anche tenuto conto che spesso chi fa un campionato di vertice non parte benissimo, ci sta. L’importante sarà la corsa in un campionato molto difficile e concentrato: conta all’inizio non perdere troppi punti sulle prime. Detto questo, presentarsi bene in occasione della prima ufficiale sarebbe importante».

In settimana, a Salò, prima di un allenamento, Pasini ha parlato a squadra e staff: «Chiedendo semplicemente loro di rendersi conto della maglia importante che indossano e della piazza importante che rappresentano. Prima eravamo una squadra di provincia, ora rappresentiamo oltre un milione di persone. Devono sentirsi responsabili come mi ci sento io e come si sentono tutti coloro che lavorano per l’Union. Io sono convinto che i nostri ragazzi risponderanno bene a queste responsabilità: sono cambiate le dimensioni. Ci saranno gratificazioni e pressioni».

Bene gli abbonamenti

Nel frattempo i bresciani hanno risposto molto bene alla campagna abbonamenti: 3.600 tessere al netto degli abbonamenti corporate: «Credo – dice Pasini – che supereremo i 4.000 abbonati. Non mi aspettavo questa voglia di partecipazione. Evidentemente Brescia ha gradito anche l’approccio della nuova società. E c’è anche una questione legata all’orgoglio. La città e il territorio vogliono esserci. Ai tifosi chiedo comunque anche la giusta pazienza: il nostro è un progetto triennale per quanto io sia convinto che anche quest’anno potremmo fare bene. La squadra c’è e manca ancora una punta di categoria. Stiamo valutando due-tre profili e Spagnoli è solo uno di questi. La priorità è l’attacco ed è normale aspettare perché le punte si liberano negli ultimi giorni di mercato, specie per quanto riguarda le punte di categoria superiore. Se bisognerà fare uno sforzo in più, lo faremo per il reparto avanzato».

Riavvicinamento a Brescia

Tornando alle pressioni, da un lato è un bene che la squadra viva la sua quotidianità nella quiete di Salò, dall’altro lato mancherà il contatto con la città. Per il futuro (la convenzione con Salò scade nel 2027, ndr) a cosa state pensando? «Certamente a riavvicinarci a Brescia, ma vi dico subito che non andremo a Torbole. Ci sono delle idee, ma ora sono premature. Se ci preoccupa il ricorso al Tar di Cellino (se ne discute in aula il 4 settembre, ndr)? Sarebbe sciocco non avere un pizzico di preoccupazione, ma siamo anche forti della convinzione e della sicurezza del Comune, sindaca in primis. E se ci saranno degli intoppi vedremo di risolverli».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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