Calcio

L’Union Brescia schiera Hubner: «L’attacco è di un ottimo livello»

Fabrizio Zanolini
Domani l’amato ex protagonista sarà ospite al Rigamonti con Galli e Guerini: «Torno con emozione»
Dario Hubner a Brescia durante una partita dello scorso campionato - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Dario Hubner a Brescia durante una partita dello scorso campionato - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
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L’invito è arrivato anche a lui. Perché non poteva certo mancare Dario Hubner nel saluto alle ex rondinelle che, di volta in volta, il Brescia organizza nelle partite casalinghe: domani, insieme a Vincenzo Guerrini e Filippo Galli, tornerà a calpestare quell’erba che l’ha visto protagonista con la V sul petto.

Hubner, contento di sentire urlare ancora il suo nome?

«Contentissimo. Tornare a Brescia, fa sempre un grandissimo piacere. Se poi farlo andando sotto la Curva sarà una grande emozione, come ai vecchi tempi».

Al Rigamonti dopo due settimane -Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Al Rigamonti dopo due settimane -Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Cosa ricorda di quelle quattro stagioni (due in A e due in B) condite da ben 76 gol?

«L’esordio con la maglia del Brescia. Quella fu una settimana eccezionale. Prima il debutto in serie A con gol all’Inter a San Siro, poi alla prima in casa tripletta alla Sampdoria. Diciamo che mi sono presentato davanti ai tifosi bresciani abbastanza - ride - bene».

Sta seguendo le vicende del nuovo Brescia?

«Sì e ogni tanto sento anche Emanuele Filippini e Edo Piovani, spesso sono andato a trovarli all’allenamento».

Come valuta la squadra?

«In C le differenze tra le varie compagini sono risicate e non ci sono partite già scontate, o quasi, in partenza. Ecco perché, se quelle due o tre più forti come il Brescia non giocano al 100%, rischiano con chiunque. Devi essere sempre sul pezzo».

Brescia con una rosa lunga e qualitativa: è d’accordo?

«Una panchina lunga e qualitativa è molto importante, soprattutto in base all’obiettivo che ci si pone. E credo che arrivare ai play off, e nella posizione migliore possibile, sia quello minimo della squadra di Diana. Nel calcio moderno, con cinque sostituzioni, avere cambi di qualità è fondamentale perché le partite si cambiano in corsa».

Il Vicenza è in fuga: difficile da raggiungere?

«Il Vicenza è squadra compatta: questo è il quarto anno che ci prova. Sono preparati, con uno zoccolo duro pronto al salto al quale ogni annata viene aggiunto quel qualcosa in più per non fallire di nuovo. Il Brescia è ripartito da zero seppur metà squadra era già coesa a Salò, ma l’altra metà sono tutti giocatori nuovi: bisogna avere pazienza e permettere di lavorare con serenità. Non si può pretendere di voler già stravincere il campionato, anche se poi la vittoria finale, anche per una squadra più pronta come il Vicenza, dipende da tantissimi fattori».

La coesione dell'Union Brescia - Foto New Reporter Comincini  © www.giornaledibrescia.it
La coesione dell'Union Brescia - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

Come giudica un grande ex attaccante il reparto offensivo biancazzurro?

«La concorrenza stimola. Io preferisco avere una squadra composta da tanti bravi che da tanti scarsi… Il reparto d’attacco è di ottimo livello per la categoria e Diana avrà delle difficoltà nel fare le scelte. Ma credo che questo tipo di difficoltà vorrebbero averla tutti gli allenatori. Poi è il campo che determina le gerarchie».

Si aspettava una risposta di pubblico così elevata?

«La gente si riconosce in questa brescianità. E sono contento, perché quelle frasi che sentivo io quando giocavo nel Brescia con un presidente bresciano come Corioni che ci teneva tantissimo, le sto risentendo. Quando perdevo con la maglia del Brescia il primo a cui pensavo era Copioni perché sapevo che ci stava male tutta la settimana. I tifosi si sentono partecipi a questa avventura, c’è un amore diverso quando dal presidente in giù ci sono tanti bresciani».

Tanti tifosi che sabato potranno tornare ad applaudire il loro «Bisonte»...

«Speriamo – e giù una risata – che non mi fischino...».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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