Brescia: il sogno continua con l’Ascoli, squadra del destino di Corini

La finale play off sarà contro i marchigiani, contro cui l’1 maggio 2019 arrivò la promozione in serie A per i biancazzurri del tecnico di Bagnolo
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Il Brescia che punta la serie B sta dimostrando di essere un grande gruppo
Il Brescia che punta la serie B sta dimostrando di essere un grande gruppo

La costruzione dal basso di un sogno. Dal basso di un incubo chiamato sparizione, dal basso delle aspettative: degli altri, ma anche di buona parte della piazza.

Brescia, per te il cammino della serie B continua. E lo fa grazie a un approccio ai play off, e risultati conseguenti, che hanno sorpreso anche il primo tra i più fiduciosi e innamorati in maniera incondizionata.

Questo vale sull’esterno, perché a raccogliere i retroscena, a rimettere insieme spezzoni di conferenze stampa di Eugenio Corini o di alcuni giocatori, il punto di vista interno al gruppo squadra ha sempre avuto come focus la consapevolezza. Quella di una squadra che tante ne ha passate e che altre ne sta ancora passando, ma che non accetta di farsi mettere fuori strada dagli eventi avversi, dagli inciampi, dagli imprevisti. Come avete fatto a presentarvi ai play off con questa faccia bella? Così è stato chiesto nel dopo Salernitana a Luca Vido, il «vorrei ma non posso» del Brescia che all’improvviso è tornato a essere un «voglio e ancora posso». Lui ha risposto: «Semplice, il lavoro». Con metodo e organizzazione.

La vicinanza di Sandro Tonali

Corini e Gori pazzi di felicità per il traguardo raggiunto della finale play off
Corini e Gori pazzi di felicità per il traguardo raggiunto della finale play off

Non esistono ricette alternative – che non siano quelle per bende, cerotti e analgesici che hanno scandito la stagione – per Eugenio Corini.

Che «vede» il suo destino. È stato impossibile non già a caldo, reprimere un amarcord che è anche un pensiero stupendo: fu proprio contro l’Ascoli (l’andata a Mompiano martedì alle 21.15) che l’allenatore di Bagnolo l’1 maggio del 2019 – in casa, decise Dessena – trovò conforto nell’aritmetica per festeggiare la promozione in serie A del Brescia che in quella stagione consegnò Sandro Tonali ai primi occhi «del mondo». E in qualche modo Tonali è ancora al fianco di Corini che Sandro considera un suo mentore: al Rigamonti ha piazzato un due/due nelle partite play off con viaggi anche nello spogliatoio per battere il cinque ai biancazzurri e dispensare complimenti e battute. E così, ci dichiariamo subito colpevoli di reato di romanticismo.

Sandro Tonali con Salvatore Esposito in tribuna al Rigamonti
Sandro Tonali con Salvatore Esposito in tribuna al Rigamonti

Il clima

Ma qualcosa di romantico ci è in effetti rimasto addosso da mercoledì. Quel «Rigamonti lì», lo avevamo seppellito nella memoria. Non è stata una questione di conteggi numerici dei presenti perché se è per questo pure con la Reggiana lo scorso anno per l’ultima sfida salvezza ci fu il sold out. È stata semmai questione di «come» i presenti hanno partecipato: un anno fa il clima era comunque quello della sofferenza, della disperazione, del malcontento, del non poterne più. Stavolta, c’era l’aria pulita. C’era il respiro di chi pensa che dopo aver toccato il fondo, dopo aver partecipato alla rinascita estiva, il Brescia potrebbe tornare sul serio a essere tale anche per categoria di appartenenza.

C’era lo zoccolo duro, c’erano i nostalgici, c’erano i tifosi più anziani testimoni della storia, c’erano tanti ex che hanno fatto a gara per esserci mentre nell’ultimo scorcio del percorso celliniano, quasi nessuno aveva più voglia di accostarsi: si sentivano respinti. Ma la cosa più significativa di tutte è stata che c’erano anche tanti, tanti, tanti, bambini. Vestiti con i colori giusti. Tutto chiamava conforto: la prestazione sul campo nel retour match contro i Cosmi’s che erano i favoriti della vigilia, ma anche lo sguardo sugli spalti. Tutto giusto.

La gestione

Crespi si sta dimostrando un letale uomo d'area: già tre gol in quattro partite play off
Crespi si sta dimostrando un letale uomo d'area: già tre gol in quattro partite play off

Comprese le scelte di Eugenio Corini che ha studiato e gestito 180’ bollenti sotto ogni punto di vista in maniera chirurgica: non ha sbagliato niente. Dosando come uno scienziato forze, energie e risorse. Forzando di qua, risparmiando di là facendo i conti con una coperta lunga eppure ancora corta tra acciacchi che hanno colpito giocatori strategici e condizione ottimale ancora da recuperare per qualcuno. Sono i play off di Eugenio Corini che ciò che ha promesso ha mantenuto presentando una squadra nella quale ci si può rispecchiare per valori e spirito. Centrato su se stesso.

Rizzo e Marras, i recuperati «per forza» sono lo specchio dello spirito di sacrificio: disposti a rischiare del loro fisicamente per la causa del gruppo. Tutto giusto: le lettura sempre in anticipo di Silvestri, la sinergia sulla fascia sinistra Rizzo-De Maria, la puntualità di un Crespi a quota tre gol in quattro partite di post season, un centrocampo di trattori col motore che canta come quello di una spider. Tutto giusto: anche i subentri e i protagonisti impronosticati. A Salerno fu Valente autore dell’assist per il gol che ha messo le fondamenta per l’approdo in finale, mercoledì è stato Vido. Tutto giusto. Fin qui. Il sogno continua: non è il momento di svegliarsi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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