Il Brescia sfida la Virtus Verona per far diventare dolce casa

Si apre un giro di «piccole», s’offre un’altra opportunità. Per dimostrare due cose: che non ci sono problemi quando il pronostico e di conseguenza la pressione pendono dalla propria parte e che parimenti il Rigamonti, limitandoci intanto all’appuntamento di questa sera, non contribuisce ad accentuare l’aspetto emotivo se non in chiave positiva. Perché allungala e tirala, passato anche oltre un terzo del girone di ritorno, ci ritroviamo sempre immersi nelle stesse considerazioni e annotazioni, con i numeri e le tabelle che non coincidono rispetto alle attese.
Il vero volto
E siamo anche sempre in attesa di conoscere il vero volto di una squadra che non abbiamo mai davvero visto per come era stata pensata e nata in quanto falcidiata dagli infortuni e che attualmente si ritrova sottoposta al restyling di Eugenio Corini accompagnato anche dal mercato. Nel complesso, a occhio nudo, tutto torna guardando la classifica: l’obiettivo è chiudere la regular season al secondo posto e secondo, nonostante i due punti nelle ultime tre gare, il Brescia è. Brescia che addirittura riesce a tenere a -2 il Lecco, a sua volta dentro un impasse e che sul lungo, nella corsa alla piazza d’onore, potrebbe pagare dazio circa l’aspetto dell’ampiezza della rosa: a regime, quella biancazzurra, da questo punto di vista non avrà rivali.
Il presente
Tuttavia tocca ancora coniugare i verbi al futuro. Mentre c’è un presente al quale rendere conto e che non consente più, davvero, certi intoppi. E che richiede, sempre di più, di alzare l’asticella prima di tutto con se stessi. Dandosi delle risposte che inizino a essere definitive rispetto a quelle gare che «bisogna vincere». Non per diritti di blasone, non per peso della storia, non per presunzione o mancanze di rispetto di chicchessia: semplicemente perché così va fatto. O almeno occorre sempre dare la sensazione di uscire dal campo certi di «aver fatto il Brescia», di aver dimostrato di essere dominanti.
Il trittico
Attenzione: non significa in automatico insinuare che quando i risultati «obbligatori» non si materializzano la prestazione sia venuta meno. Su quella, a parte qualche mezzo tempo in 25 partite, c’è stato ben poco da eccepire. È che delle volte ci si aspetta un’altra «postura». Fermo restando che le difficoltà date dagli infortuni non sono mai state date come scusanti «tanto per», ma come limiti oggettivi.
Però, però... Però, se anche l’emergenza non ha ancora sgombrato il campo, resta che c’è comunque tutto per azzannare il trittico alle porte tra Virtus Verona stasera, Pergolettese lunedì e poi Pro Patria. Rispettivamente terz’ultima, quart’ultima e penultima. Una alla volta. Stasera c’è da affrontare, si spera con la testa libera da sovrastrutture. Per fare che una buccia di banana quale è la Virtus – 2 vittorie, una a fine settembre e una a metà dicembre nelle ultime 20 partite, 5 ko nelle ultime 7 – resti solo qualcosa da schivare, serve essere la miglior versione di se stessi: quelli che hanno rispetto di tutti, ma paura di nessuno.
Dal campo

La rifinitura di ieri non ha sciolto tutti i dubbi di formazione ad Eugenio Corini. Il tecnico del Brescia, con la sfida alla Virtus Verona in programma in serata, ha rimandato alcune valutazioni fisiche alla sgambata di questa mattina (poi verrà diramato l’elenco dei convocati). Ci sono da verificare le condizioni di due-tre giocatori alle prese con un affaticamento muscolare causato dal duro terreno sintetico del Piola di Novara. Inoltre c’è da fare i conti col calendario fitto. Ecco perché restano in essere almeno due ballottaggi tra difesa e attacco che verranno decisi solo poco prima del match.
Nel 3-5-2 dei biancazzurri, ipotizzabile pensare che, davanti a Gori, possa ricomporsi il trio formato da Silvestri-Sorensen-Rizzo; con il rientro dalla squalifica di Lamesta, sarà l’ex Giana con capitan Balestrero ai fianchi del play De Francesco con Marras e De Maria quinti. Davanti, possibile rivedere titolare Cazzadori con uno tra Crespi e Vido. Nel frattempo tornalo gli omaggi nel pre partita a grandi ex che hanno scritto pagine significative della storia del Brescia. Questa sera tocca a un terzetto d’eccezione con Gianni De Biasi, Lino Mutti e Sandro Walter Salvioni.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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