Brescia, Corini: «Prestazione brutta, il responsabile sono io»

Se al fischio finale Giuseppe Pasini sceglie il silenzio, Eugenio Corini percorre la strada dell’assunzione piena di responsabilità, senza asterischi: «Per una prestazione non adeguata, insufficiente».
La delusione pulsante non impedisce al tecnico di vivisezionare lo 0-0 del suo Brescia con la Triestina: «Abbiamo fatto un brutto primo tempo: troppa fatica, non trovavamo le linee di passaggio e pressavamo male. Dopo l’intervallo siamo andati leggermente meglio, ma non è stato abbastanza».
I fischi del Rigamonti
Corini, che appena una settimana fa aveva parlato di «clima speciale» attorno al Brescia, stavolta mostra comprensione verso i malumori espressi dal pubblico (in particolare dalla curva): «Il confronto alla fine? Era doveroso ringraziare i nostri tifosi, anche dopo una partita in cui abbiamo fatto poco per trascinarli e nella quale loro, al contrario, hanno sempre dato il massimo. Se pareggi contro l’ultima in classifica è giusto che la gente si arrabbi e fischi. Lo dico con il massimo rispetto per la Triestina, che è venuta al Rigamonti a fare la sua gara».
Con questa premessa, Eugenio si fa garante per tutta la squadra: «L’impegno e la dedizione di questi ragazzi non mancheranno mai, lo posso assicurare». Va superato in fretta il momento, esorta l’allenatore, che dal canto suo giura di «non arretrare di un centimetro rispetto alle aspettative che ci sono attorno a questa squadra. Va solo scavallato questo momento: abbiamo sette partite per consolidare il secondo posto, per poi presentarci nel migliore dei modi ai play off».
Il futuro
Intanto, però, il Brescia s’interroga sulle ragioni di un pareggio che, a detta dello stesso Corini, «rappresenta il massimo che potevamo ottenere in una partita giocata in questo modo». Una constatazione amara, ma incontrovertibile: «Capisco la delusione, faccio calcio da un po’ di anni: il mio compito è far sì che venga metabolizzata e trasformata in qualcosa in cui credo tantissimo». Sperando che nel frattempo si palesino tempi migliori.
Il protagonista

Essere tornati a blindare la porta dopo cinque partite ha un valore assolutamente relativo, per non dire ininfluente, agli occhi di Frederik Sorensen: «Avrei preferito fare un gol e portare a casa i tre punti. Avere ritrovato compattezza dietro ha una sua importanza, ma quello che rimane dopo una partita così è delusione».
A mancare, stasera, è stata «un po’ di mentalità. La Triestina – sottolinea il danese – non è una squadra da ultimo posto, lo occupano soltanto perché su di loro grava una penalizzazione molto pesante. Sapevamo di dover affrontare una partita complicata, e che ci sarebbe stato da dare battaglia. Non siamo riusciti a sbloccarla, e questo ci ha penalizzato».
Chiosa sul confronto con i tifosi: «Sono delusi e hanno tutte le ragioni per esserlo. Dobbiamo guardarci allo specchio e ripartire più forte, provando a vincere con l’Alcione».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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