L’Union Brescia contro la Pro Patria per ritrovare vittoria e slancio

Calcio d’inizio alle 20.30. La squadra di Diana parte per Busto Arsizio con idee, condizione e risultati un po’ appannati, ma ha l’obiettivo di rientrare a casa ricaricata e rilanciata nella corsa al vertice
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Davide Di Molfetta - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Davide Di Molfetta - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

Si dice che l’unica regola di un viaggio sia la seguente: non tornare come si è partiti. E allora, l’Union Brescia che è partita per Busto Arsizio con idee, condizione e infine risultati un po’ appannati, ha l’obiettivo di rientrare a casa ricaricata e rilanciata nella corsa al vertice oltre che nel pieno possesso delle proprie consapevolezze: basta ancora troppo poco per minarle.

Vanno cementate di più e meglio, in un ambiente che dopo un’estate prima di disperazione e poi di euforia, è ancora in cerca di un proprio equilibrio. Al pari, inevitabilmente, di una squadra alla ricerca di continuità tecnica e una certa varietà tattica. Non facile in un avvio di stagione caratterizzato da infortuni grandi e piccoli e da troppi giocatori non ancora in grado di esprimersi per come li si attende anche perché fisicamente non a regime. Non mancano le attenuanti per una frenata da tre pareggi consecutivi, così come non mancano le autoanalisi quotidiane.

Alberto Spagnoli - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Alberto Spagnoli - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

Tra un interrogativo e l’altro la conclusione è comunque una: va alzato, da parte di tutti, il livello. Va curato il dettaglio per portarsi definitivamente alla grandezza della dimensione Brescia. Con tutti gli annessi e i connessi, compresa la capacità di fronteggiare le aspettative senza lasciarsi fagocitare. Semplicemente accettandole nel male di primi (talvolta eccessivi) mugugni come nel bene di un calore e un sostegno impagabili. Quando di queste aspettative per alcuni più pesanti che per altri si smetterà di parlare, quando cesseranno di essere primario argomento di dibattito, allora sì sarà stato compiuto un passo decisivo.

Situazione

Intanto, un passo decisivo in quella che è già diventata una rincorsa «in doppia cifra» al Vicenza momentaneamente scappato a +10 dopo la faticosa vittoria sulla Virtus Verona, il Brescia intende compierlo questa sera dentro il campaccio di patate (cit. di più di un addetto ai lavori frequentatore dello stadio di Busto Arsizio) sul quale si esibisce la Pro Patria che se non ci fosse l’ultra penalizzata Triestina sarebbe, con la peggior difesa e ancora senza vittoria, ultima in classifica. Quella di Greco è una squadra in crescita, che nelle ultime gare ha mandato segnali di miglioramento, ma certamente alla portata dell’Union Brescia. Anche se a Diana mancano nuovamente pedine decisive e anche se più di qualcuno, come si diceva, non è al meglio.

Attese

Ciò che ci si aspetta è una squadra propensa alla battaglia, soprattutto sulle seconde palle, e nell’ordine delle idee di disputare la classica partita sporca: le già menzionate, attese, condizioni del campo fanno infatti facilmente intuire che palleggiare sarà assai difficile. «Voglio una squadra più verticale» ha dichiarato all’antivigilia un Aimo Diana ancora impegnato a trovare la quadra decisiva misurandosi a propria volta con pressioni già provate in carriera, ma allo stesso tempo mai provate: perché le sollecitazioni che arrivano da casa propria, dalla propria gente, valgono doppio. È dunque in nome della ricerca di verticalità che si spiega, soprattutto, la scelta di puntare su Cazzadori dal 1’.

Contro una squadra come la Pro Patria, profondità dovrebbe vincere su ampiezza. Staremo a vedere. Intanto, alle spalle – post deludente 0-0 con la Pergolettese – ci siamo lasciati una settimana in cui nel quartier generale del Brescia ha decisamente vinto la linea della lucidità e di disamine che si sono svolte sotto la luce della razionalità. In questo, un contributo importante lo ha dato anche il presidente Pasini che più di tutti scalpita, ma che più di tutti conosce le insidie della serie C. E che sa quanto sia lunga e dura per tutti, anche per chi si è instradato bene e che ora appare come un mostro.

Ma di mostri non ce ne sono e a ora gli unici da evitare sono quelli che possono nascere in testa. Calma, serenità e tranquillità: che dai viaggi il Brescia ha sempre saputo come far rientro con punti veri (7 in 3 gare) come souvenir. La collezione necessita già dell’aggiunta di «pezzi» significativi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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