Union Brescia contro la Dolomiti Bellunesi per provare a voltare pagina

Tutto ricomincia, con una nuova regia, da dove tutto era iniziato: dalla Dolomiti Bellunesi. Dal romanzo popolare alla cronaca vera. Dal bagno nella vasca dei sentimenti, alla doccia di realtà: Eugenio Corini ha dovuto fare uno switch immediato. La situazione infortuni in casa Brescia è seria e oggi, in occasione del personale debutto stagionale con i bellunesi, di fatto il neo tecnico faticherà, letteralmente, a mettere in campo un undici.
O meglio, sarà un undici forzato. Poi, bisognerà arrangiarsi e farsi guidare da quel che verrà – di fatto mancheranno i cambi – sperando che qualcosa nel frattempo sia già arrivato. Ovvero una botta d’orgoglio e la forza di riaccendere l’anima dopo il passaggio a vuoto che è costato la panchina ad Aimo Diana come la goccia che ha fatto traboccare un vaso, quello di Giuseppe Pasini, che era già pieno tra pregressi nei rapporti e una sintonia più di facciata che altro e che dunque puntualmente si è consumata al venir meno dei risultati, parallelamente al venir meno dei giocatori.
In casa Union si è così innescato un cortocircuito silenzioso che inevitabilmente ha folgorato un allenatore al quale l’attenuante delle assenze non è stata scontata, bensì addebitata. Ma è chiaro che non è mai tutto bianco o nero e ieri il presidente, nel rivendicare l’obiettivo che tutti ormai avevamo intuito come essere primario e cioé «vincere», ha avuto l’onestà intellettuale e anche un certo coraggio, persino irrituale in ambito calcistico, nel mettere in discussione la propria organizzazione chiamando in «correità» staff medico e fisioterapisti. Come dire: tutti sotto esame. E come dire che anche la filiera – al di là delle responsabilità di Diana e dei suoi collaboratori – della gestione di acciacchi e infortuni vari, è sotto osservazione.
Il dato dei forfeit che si sono susseguiti è innaturale: dal punto di vista della quantità di lesioni muscolari, ma anche di problemi alle articolazioni. Gli ultimi ko per problemi a un menisco di Mercati e Pasini, ma con anche Zennaro da gestire per lo stesso problema, impongono riflessioni molto approfondite. La freschezza d’occhio e l’esperienza di Corini e del suo staff, potranno essere utili per capire cosa non ha funzionato nella quotidianità a partire dagli albori.
Realtà
Resta che c’è una pagina da voltare ed Eugenio Corini sì che può godere di un bonus «benevolenza» dato che una situazione del genere l’ha solo ereditata: è come se si ripartisse da uno 0-0 dopo la fine di un primo tempo. E vale, soprattutto, per i giocatori. Semmai hanno risentito delle certezze venute man mano meno a un Diana che forse, pur avendo dato tutto se stesso, la mancanza di fiducia dall’alto anche solo inconsciamente se la portava sul campo. Ora questo tema non esiste più.
Se, andando oltre alle assenze, i problemi emersi in termini di personalità al ribasso nelle circostanze in cui c’era da fare il salto, sono stati figli di un’aria non così tersa, è il momento di dimostrarlo: col cuore prima che con un risultato. Balestrero e compagni hanno vissuto una settimana di «stranimento» tra l’esonero di un allenatore col quale c’era un legame solido, il supplizio della gara di Coppa Italia a Terni e infine l’approccio con Corini che comporta anche accettare cambiamenti pure nei metodi. E, come sempre, i cambiamenti un po’ stuzzicano e un po’ spaventano.

L’allenatore di Bagnolo si è calato nella nuova dimensione col rispetto nei confronti di tutto e tutti, ma da par del suo educato carisma, con decisione. Tanto per far capire che c’è un passo da cambiare, anche nei dettagli. E che il passato va lasciato andare, ma mantenendo le certezze: tra queste il fatto di avere il secondo miglior rendimento esterno del campionato e di essere terzi non per caso. Si tratta ora di ripensarsi in fretta. Va abbracciato il presente che significa futuro: tutti, anche il club che ha sciolto le briglie, si giocano tanto. L’orizzonte non si ferma (più) solo a Salò.
Va abbracciato Corini il cui calcio, rispetto a quello di Diana, è più ragionato e meno di vena. Più riflessivo e meno «naif». Ma sempre, ugualmente, intriso di passione. Sì, oggi c’è una partita e sarà contro una squadra che vive il suo miglior momento (4 risultati utili di fila, gli ultimi due successi). Tutto ricomincia da dove era iniziato: con la Dolomiti in Coppa Italia ci fu il debutto ufficiale (e vincente) dell’Union. Dalla Dolomiti passa ora una nuova prima pagina. Non ha senso oggi soffermarsi su possibili canovacci. Ha senso aspettarsi un guizzo in mezzo a una crisi anche di risultati dato che al Brescia la vittoria manca da 5 turni. Ricordando sempre che, Diana o Corini, esiste un solo carro: quello del Brescia. Forza Brescia.
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