Calcio

Il Brescia vuole allontanare il Cittadella e blindare il secondo posto

Alle 20.30 serve quel successo che manca da cinque giornate ripartendo dal coraggio di Vicenza
Crespi col Vicenza ha segnato l'unico gol del Brescia nelle ultime cinque gare
Crespi col Vicenza ha segnato l'unico gol del Brescia nelle ultime cinque gare
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Se non ora, quando? Ovviamente tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. O anche peggio, perché in realtà di mezzo c’è il Cittadella. E basta la parola per richiamare una memoria che ha finito i giga a disposizione per arrivare a contenere una storia infinita di partite in un modo o nell’altro maledette, dalla trama anche perversa. Quello del Cittadella è un mondo a sé e la prima cosa da attendersi affrontandolo è quella di dover soffrire.

Perciò, ben sappiamo con chi avremo a che fare anche se la sua stagione non è stata pienamente all’altezza delle aspettative a causa di un avvio da mal di testa e sconfitte in lunghissima serie. Poi, man mano, il Dna dei granata è uscito e la rincorsa li ha portati ad essere in agguato nelle prime posizioni. Al punto da arrivare questa sera a Mompiano nei panni di chi può riaprire i giochi per il secondo posto. Tutto nella norma.

L’ultimo tratto dei biancazzurri

Nella norma non è invece l’ultimo pezzo di strada di un Brescia pur sempre saldamente al posto d’onore oggetto dell’insidia pre pasquale, ma reduce da quattro pareggi di fila in una sequenza di 5 gare che contempla anche una sconfitta (nello stesso periodo per il Cittadella 10 punti contro i 4 del Brescia): una vittoria non la si vede dal 28 febbraio scorso.

Tutto sommato, considerando anche che in un mese e spiccioli è stato segnato solo un gol, il piazzamento in classifica è un miracolo nel miracolo. Della provvidenza (posto che sia corretto parlarne dentro una stagione che al Brescia ha riservato grane sul campo) non bisogna però approfittarne e casomai occorre metterla a reddito: tornare alla vittoria proprio stasera, vorrebbe dire spalmare un bello strato di cemento a presa rapida sul secondo posto, «salutare» il Cittadella e lasciare là dove sono Lecco e compagnia seguente.

Va da sé: è importante anche solo non perdere. Però altrettanto da sé va il fatto che pur correndo l’obbligo di badare sempre e solo al sodo, non ci si può continuare ad accontentare di progressi e piccoli passi guardando ai play off: c’è bisogno di sostanza e quindi di nutrimento dei pensieri, per scacciare quelli intrusivi sempre in agguato e della mentalità. C’è bisogno di dare un bel calcio anche a uno stato d’insofferenza sempre latente.

Ripartire dall’atteggiamento col Vicenza

E c’è bisogno di ripartire concettualmente dalla partita col Vicenza. Da quell’atteggiamento, da quel coraggio (oltre che dalla capacità di creare occasioni in attesa di ritrovare il cinismo...). Da quella voglia di osare e di lasciarsi andare un po’: per andare oltre, come ordina Corini, c’è sempre prima di tutto bisogno di cambiare l’ordine mentale. Non si può pensare che le cose cambino se non pensa di cambiare prima il modo di fare. Tanto è vero che il primo passo era stato anche comunicativo: «Basta parlare di emergenza». Perché alla fine il rischio era anche di mancare di rispetto a chi tra risultati e performance più o meno adeguate, ha comunque sempre tirato la carretta. Nel calcio, non è mai troppo tardi per nulla perché non è mai finita fino a che non è finita. Solo le battaglie col Cittadella non finiscono mai . Insieme al desiderio di ritrovare un Brescia «da tre».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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