Più che uno stadio, l’Omobono Tenni che oggi alle 17.30 ospita l’Ospitaletto nella sfida d’alta classifica del girone A di serie C somiglia a un bunker. Non tanto perché il Treviso qui non ha ancora perso in stagione: quello sarebbe il dato meno clamoroso, poiché la squadra di Gorini in generale ha incassato un solo ko, all’esordio a Trento e poi ha nobilitato alla grande il suo campionato da neopromossa, salendo fino a 13 punti, due in meno dell’Ospitaletto.
Il concetto forte è un altro e indica una squadra difficile da scalfire: in questo stadio, negli ultimi due campionati interi (in serie D, è vero, dunque in tornei di vertice, ma comunque sul lungo periodo), il Treviso ha subito poco più di un gol di media ogni due gare (0.7 per la precisione). Quest’anno, su quattro tentativi, solo la Pro Vercelli è riuscita a bucare il portiere Nobile, il che rappresenta un miglioramento rispetto ai due tornei precedenti.
Il momento
Però l’Ospitaletto che arriva a Treviso può riprendersi il migliore attacco, rispondendo a distanza all’Union Brescia, che dall’esperienza dello scontro diretto con i veneti ha imparato (e svelato) un altro punto di forza dell’avversaria odierna degli orange: al «Rigamonti» il Treviso riprese il 2-2 dopo il 90’. Non è stato un caso: ben 7 punti su 13 infatti sono stati conquistati dai trevigiani dopo il 40’ st, con tutte e tre le vittorie centrate nei pressi del 90’ e il pari di Brescia appunto.
A proposito di gol in extremis, logico anche domandarsi come l’Ospitaletto abbia reagito alla prima vera beffa stagionale, ossia a quel pareggio incassato dal Renate al 97’ su calcio di tigore. Siamo rimasti lì, a quell’episodio, ma il tecnico dei franciacortini Andrea Quaresmini rassicura. «Se guardiamo alla classifica, sono due punti persi – spiega in conferenza – ma coi ragazzi ho insistito su alcuni concetti: pensiamo al percorso, pensiamo a noi, pensiamo a quello che vogliamo diventare. E allora quei due punti persi possono trasformarsi in un insegnamento. I ragazzi lo hanno capito: abbiamo vissuto una settimana serena, senza grosse scorie. E alla fine è giusto così».

Considerazioni e formazione
L’altra analisi tattica disegna un Treviso sempre vestito, in queste prime 8 uscite, col 3-5-2 e con una difesa che non cambia mai interpreti. «Ma anche nelle altre zone del campo non modificano troppo, come noi del resto, almeno in partenza – sottolinea Quaresmini –. Più in generale sono una squadra molto solida, il che non significa difensiva, dato che praticano un buon calcio. I numeri ci suggeriscono di fare attenzione alle palle inattive, dove hanno già segnato parecchio. Non mi stupisce comunque la loro partenza – prosegue Quaresmini nell’analisi –: sono una neopromossa, che però ha pescato tanti interpreti di categoria. Noi dovremo essere pazienti e svariare molto lì davanti».
Soliti dubbi, soliti ballottaggi in casa Ospitaletto: Guarneri o Tigani? Messaggi o Stefanoni? Parmiggiani o Possenti? Incognite da risolvere prima di provare a far saltare il bunker del Treviso.



