Tutto se stesso, migliorando ancora nella scala prestazionale. Il contrario di se stesso, ma cambiando l’ordine dei fattori (e un paio di titolarissimi: Stefanoni per Messaggi, Guarneri per Mondini) il prodotto non cambia: ancora una vittoria, stavolta sprint anziché in rimonta o sul lungo. Perché saper cambiare passo è una dote per un Ospitaletto tante volte fuoristrada e ieri invece Lamborghini. Fiammante, bruciante, bello e un po’ colpevole per non averla chiusa già nel primo tempo. Ma annichilente, prima di tutto, per una Juventus Next Gen che dai suoi ricami ha raccolto una tela di Penelope, infinita ma senza costrutto. Una parata sola per Ferrante all’alba di una partita che i franciacortini avevano già incanalato.
Partenza sprint
In che modo? Segnando subito, primizia di questa stagione e mostrando che sapersi adattare all’avversario è tutto fuorché un segnale di timidezza. «Attenti al non possesso» aveva tuonato Quaresmini: detto fatto. Cinquantuno secondi, Verde sbaglia la verticale, Galuppini è talmente sveglio che in due tocchi ribalta il campo e apre il Telepass per Stefanoni, al terzo gol in casa su tre. È il piano partita perfetto, più facile a farsi che a dirsi una volta tanto. Perché la Juventus Next Gen paga dazio alla sua natura di seconda squadra, ricercando il gioco palla a terra e, di conseguenza, considerando un fronzolo le cosiddette marcature preventive.
All’Ospitaletto non sembra vero di avere campo ogni volta che la palla viene catturata da un Guarneri a pieni polmoni e da un Tigani che dimostra già adesso, dopo un mese, di avere poco a che spartire con la C. Tolta una punizione di Melegoni che Ferrante disinnesca sul suo palo al 5’ e una botta sempre di Melegoni al 18’ parata in due tempi, il taccuino disegna soltanto occasioni locali.
Anche quando l’Ospitaletto abbassa di qualche metro il baricentro, il grimaldello fa scattare le pallottole in contropiede: Radu sbaglia controllo e rinvia cadendo, Galuppini lo grazia sfiorando il palo (si poteva fare il passo in più verso la porta) al 20’; Tigani strappa palla al limite e serve Stefanoni, che trova in tackle un Montero questa volta all’altezza del suo cognome. L’azione quasi cestistica sul perimetro libera Galuppini al tiro da tre, il portiere ci mette il ferro al 29’ e, dopo un tiro stretto di Amaradio che lambisce il palo al 34’, Guarneri si scatena ancora, scippa due palloni in area e spedisce in apnea la difesa bianconera.
Dopo l’intervallo
La ripresa inizia come il primo tempo: 18 secondi, questa volta, e la topica dei centrali ospiti libera Gobbi che si mangia il bis e, quel che è peggio, si fa male. Lo stesso fa, poco dopo, il subentrato Torri, sul solito filtrante di Stefanoni a sublimare la verticalità dell’Ospitaletto, che negli spazi si esalta. Stefanoni procura il corner che Tigani scodella sulla testa di Nessi per il 2-0: ancora loro – Stefanoni e Nessi – gli ex soliti ignoti che ora conoscono tutti anche tra i marcatori (3 gol l’esterno, capocannoniere di squadra, 2 lo stopper). E il terzo è Torri, che accompagna in porta il diagonale di Messaggi, e sfiora la doppietta nell’uno contro uno con Radu al 94’. Ciliegine che arrivano a una decina di minuti dal termine. Stavolta sì, in zona Ospitaletto: giusto per non perdere le buone abitudini.



