Giudizi non ancora definitivi, perché all’appello mancano trenta minuti, che verranno recuperati mercoledì alle 19. Per sessantuno minuti, però, Brescia-Ascoli (1-1 il parziale) ha raccontato parecchie cose. Ecco dunque le pagelle del match.
5.5 – Stefano Gori
Tradito dal quel rimbalzino beffardo sul tiro a giro di Silipo che precede il vantaggio di Rizzo Pinna, ma poteva indiscutibilmente far meglio. Nel primo tempo rischia pure su D’Uffizi, poi ammonito per simulazione: esce in ritardo, lucido a non affondare in uscita.
6.5 – Davide Balestrero
Che bravo: ha davanti una catena mortifera (Guiebre-D’Uffizi), che però non decolla mai. E lui in questo ha grossi meriti.
6.5 – Luigi Silvestri
Il terzo tempo col quale svetta sul corner di De Maria è una specialità della casa che serve volentieri ai commensali pure questa volta. Dietro è il solito muro.
6.5 – Brayan Boci
Non è Rizzo, ma l’interpretazione è la stessa: doti difensive e propensione a buttarsi dentro quando De Maria allarga il proprio raggio d’azione. Affidabile come pochi.

6 – Loris Armati
Vale il discorso fatto per Balestrero: bravo anche lui a disinnescare lo spauracchio. E poco prima della sospensione sfiora il gol in girata, anche se poteva angolare meglio quella conclusione.
7 – Alessandro Mercati
Questi play off hanno polverizzato ogni dubbio: senza tutti quei mesi ai box, il Brescia avrebbe avuto un altro motore in mezzo. Entra nel gol di Crespi mettendo il piede dove serve. Che poi è quello che fa per tutta la sua serata.
6 – Alessandro Mallamo
I suoi sono sessantuno minuti di continuità, senza picchi né sbavature. Palleggio e ordine.
6 – Vincent De Maria
Stavolta il giudizio è meno univoco, perché si fa bere con troppa leggerezza da Silipo sul vantaggio marchigiano. Meglio quando si proietta in avanti, con immutata qualità. L’1-1 di Crespi ha origine da un suo corner.
6 – Mattia Zennaro
Quando l’intensità è alta, in avvio, pure lui è attraversato dalla corrente elettrica che muove la squadra. Poi il campo diventa impraticabile, e per uno con la sua qualità è un grosso guaio.

6.5 – Alessandro Lamesta
Corini impazzisce per lui perché è un’arma tattica formidabile: bravo ad attaccare gli spazi, sempre presente in ripiegamento. Aveva iniziato gli spareggi un po’ in sordina, ora è definitivamente tornato ai livelli dei primi mesi a Brescia.
7 – Valerio Crespi
Segna e sfodera un ghigno che sembra voler dire: pensavate davvero di potervi liberare facilmente di me? Il brivido virus è esorcizzato dopo dodici minuti, il tempo che impiega a firmare il pareggio. Quarto gol in cinque gare dei play off: ora è capocannoniere insieme a Rabbi. Una sentenza.



