Corini: «Quante difficoltà, ma guai a mollare: non perdiamo entusiasmo»

Se è vero che non può piovere per sempre, l’Union Brescia ha riscritto le leggi della meteorologia. Dopo l’infortunio di Crespi si è fermato anche Di Molfetta. È come se diluviasse sul lago Michigan: «Valerio è un po’ l’emblema di questo momento: all’Avellino gioca poco, noi siamo costretti a spingerlo senza poter lavorare molto sulla condizione, e si ferma. Fortunatamente non è grave, ma non sappiamo quante partite salterà».
Il tecnico ringrazia Di Molfetta «per la disponibilità che mi ha mostrato». Il ginocchio, però, non gli dà tregua: «Sembra addirittura essere qualcosa di diverso da quello che l’aveva costretto a restare fermo nelle scorse settimane. Ora valuteremo quale possa essere la soluzione migliore per consentigli di stare bene». Tradotto: non è escluso che si decida di intervenire chirurgicamente. Di certo lo stop non sarà breve.

La sfida all’Alcione
Domani (20.30) l’Union fa visita all’Alcione, un’avversaria – sottolinea Corini – «compatta in difesa, la migliore del campionato insieme al Vicenza, che gioca con un 3-4-2-1 elastico, brava ad attaccare la profondità. Lavorano con lo stesso allenatore da cinque anni, e si vede».
Eugenio è invece a Brescia da meno tempo, e soprattutto fin qui ha lavorato con una rosa che lui stesso definisce «depotenziata»: «Quando hai così tante defezioni è normale pagare e lasciare qualcosina per strada. Nonostante questo la squadra è motivata, dopo la Triestina c’è stato un confronto, e ora è il momento di dare sostanza a quello che ci siamo detti. C’è un secondo posto da difendere».
Modulo e tifosi
Corini ammette poi che in queste due settimane avrebbe sperato «di recuperare qualche giocatore in più, invece abbiamo dovuto fare i conti con nuovi rallentamenti. Ma io non voglio che si perda entusiasmo: se qualcuno vuole metterla solo sulla negatività, va bene. Ma vorrei che si esaminasse la nostra situazione nella sua interezza, tenendo conto di tutte le difficoltà».
Davanti, per una maglia da titolare, restano solo Valente e Cazzadori: «Spagnoli aveva preso una botta nella rifinitura pre-Triestina e ha rischiato di non essere convocato, Maistrello aveva fatto un solo allenamento dopo aver saltato Zanica». Partiranno entrambi dalla panchina. Sull’ipotesi di un cambio modulo il tecnico fa spallucce: «Voglio stabilizzare la squadra sulle sue attitudini, cambiare comporterebbe magari aggiungere ulteriori difficoltà. Può esserci però un adattamento tattico rispetto alle caratteristiche dei giocatori, per mettere la squadra nelle condizioni migliori».

Chiosa finale sui tifosi: «Dico soltanto che la delusione che hanno espresso dopo la Triestina è anche la nostra. Assumersi le proprie responsabilità significa anche non sottrarsi al confronto con loro, soprattutto se hai la coscienza pulita: il loro sostegno è straordinario, ci danno grande energia, e per questo li ringrazio».
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