Tra tensioni e fiato corto, Brescia al bivio con il Südtirol

Il Brescia contro il Südtirol. Ma prima ancora, il Brescia contro se stesso. Come al solito. Il Brescia del campo, quello su cui occorre in tutti i modi di tenere puntati i riflettori, gioca per combattere le proprie fobie e le difficoltà di misurare in uno stadio di casa nel quale non si vede una vittoria dal 30 settembre e 9 turni.
Lo strappo

Il Brescia «degli uffici» è invece divorato dalle solite dinamiche interne, fatte di piccoli e grandi lotte per uno spazietto al sole e di conseguenza di tensioni e malesseri che prima o poi finiscono per inghiottire chicchessia. La rottura tra Massimo Cellino e il già ex membro del Cda e a breve anche ex Dg Luigi Micheli lascia un’altra ammaccatura sulla già colpita carrozzeria del Brescia. E se anche le funzioni operative di Micheli verranno internamente assorbite e redistribuite, resta il fatto che Cellino ha perso per strada un altro fedelissimo. E non è solo un particolare in questo momento storico del Brescia. Se la scintilla per il cortocircuito nei rapporti si è innescata sul tema di alcune scadenze, il vero fuoco è divampato per altro.
Il peso
Ed è il motivo per cui sull’esterno le dimissioni di Micheli hanno un peso e un rilievo: le ricostruzioni indicano nel dirigente l’uomo che il gruppo messicano Helù avrebbe individuato come figura di garanzia qualora una eventuale trattativa per l’acquisizione del club dovesse iniziare. Un fatto che avrebbe portato Cellino a perdere in qualche modo la fiducia in Micheli. Insomma: sullo sfondo c’è il movimentismo attorno al club per una cessione che l’imprenditore sardo intende fare. A chi e a quali condizioni però spetta eventualmente a lui deciderlo. Accadimenti e ricostruzioni non hanno ricadute dirette sulla squadra anche se è ovvio che un quadro fatto di poche certezze e tante ricostruzioni mettano inevitabilmente tutti (il famoso «fuori campo» che porta o toglie punti...) a rischio di dispendio energetico mentale.
Il tecnico
In questo caso, a proposito di figure di garanzia, quella di Bisoli e compagni oltre che dei tifosi, pochi o tanti che siano, che il Brescia l’hanno a cuore, è Rolando Maran che ha cercato di tenere i suoi ben isolati nella bolla di Torbole. Dove il tecnico ha dovuto badare che la buona prova col Sassuolo restasse dai suoi percepita in quanto tale e non sfociasse in frustrazione per non aver fatto punti. L’aspetto psicologico oggi è più che mai decisivo perché i numeri deficitari al Rigamonti, vuoi non vuoi, pesano moltissimo in testa.
L’avversaria
Ma non è tutto qui perché contro il Südtirol – un pessimo avversario sempre, figurarsi quando sta bene come ora, con tre vittorie nelle ultime quattro – occorrerà anche una partita di alto livello atletico. Si gioca tra due squadre in «zona play out» per possesso palla: chissà che gara ne uscirà. E che classifica sarà col Brescia che ormai ha un bisogno quasi fisico di vincere. Sbloccarsi vorrebbe dire lasciare sul posto dei play out il Südtirol e scavalcare tre squadre marcando una distanza di +3 dalla zona rossa. Alla peggio, sarebbe comunque importante anche non perdere. Prima di tutto con se stessi.
Le ultime di formazione
Si riparte dalla buona prestazione di Sassuolo e, di conseguenza, dallo stesso undici iniziale visto al Mapei con il solo ballottaggio tra Besaggio e Bertagnoli sulla sinistra in mediana. Confermato il tridente d’attacco con D’Andrea e Nuamah a supporto di Gennaro Borrelli. Prima del match, capitan Bisoli verrà premiato a bordo campo per le 300 partite con il Brescia: a consegnare la targa, il campione del mondo ed ex rondinella Alessandro Altobelli.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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