Il Brescia non segna più: è il digiuno più lungo dell'era Maran

Trecentoquindici. E senza contare i vari recuperi. Sono i minuti d’astinenza al gol del Brescia. Un digiuno che comincia a preoccupare visto il momento delicato della stagione. Un digiuno che, sotto l’era Maran, solo una volta, dalla 33esima dell’anno scorso (2-0 a Venezia) alla 35esima (0-0 sia con la Ternana alla 34esima che con lo Spezia, entrambe al Rigamonti), aveva toccato i 279’ complessivi, cioè dal gol di Moncini all’85’ nel 3-1 al Pisa (32esima giornata) a quello di Bisoli al 4’ nel 2-2 nel derby del Garilli con la Feralpi alla 36esima. Mancano i gol, soprattutto quelli degli attaccanti. Numeri impietosi quelli che riguardano le punte e che dicono che il miglior marcatore stagionale sia Moncini (con Bjarnason) con 4 reti all’attivo, seguito da Borrelli e Bianchi (con loro anche il play Verreth) con 3, per finire con Juric fermo a 2 e da Nuamah con un centro. Appena 13 gol in 5…
Scelte e moduli
Numeri che hanno portato Maran a non avere delle gerarchie chiare. Nella costante ricerca dell’assetto offensivo migliore. E questo, ha portato il tecnico dei biancazzurri a modificare spesso il modulo, soprattutto proprio là davanti. Dal doppio trequartista alla punta unica per passare al trequartista unico dietro alla coppia di punte, dal tridente puro ai tre sottopunta. Alla doppia punta davanti ad un centrocampo a quattro o a cinque. E questo, con l’alternanza anche del parco attaccanti, seppur alcuni (Bianchi su tutti) abbiano trovato decisamente meno spazio di altri. O l’abbiano prima conquistato e poi perso.
I singoli
Come ad esempio Juric che, ad inizio stagione, pareva poter essere il giusto ed inatteso crack nell’area avversaria, il giusto partner di un atteso Borrelli per una coppia di torri letale oppure partner di mezze punte come Olzer e Galazzi. E invece, dopo la promettente doppietta con il Frosinone alla quinta giornata, la via della rete è diventata off limits. Così come per Gennaro Borrelli che ha ritrovato il gol, seppur su rigore, dopo 15 partite senza, di fatto l’ultimo realizzato della squadra visto che è stato il 2-0 alla Carrarese di quattro partite fa. E proprio il lungo digiuno di Borrelli è quello che ha pesato di più sull'economia generale perché Gennaro, di certo la rondinella più attesa, ha mostrato l’anno scorso le sue potenzialità, castrate solo nei due mesi finali dell’anno per il noto grave infortunio che l'aveva mandato sotto i ferri.

Ossatura
Moncini, il miglior marcatore dell’anno scorso e dello scorso anno solare, ha dovuto fare i conti con una pubalgia che l’ha messo ko per otto match più un paio di giornate di squalifica mentre Bianchi, sempre presente in ogni partita dell'annata passata, ha scaldato sovente la panchina o è subentrato spesso per una manciata di minuti finali. Per finire a Nuamah, tenuto a lungo in naftalina e sdoganato da Pierpaolo Bisoli ed ora titolare sette volte nelle ultime otto. Di certo, parliamo di giocatori con caratteristiche diverse tra loro: non ci sono veri e propri doppioni ed è comprensibile che Maran li scelga in base al modulo utilizzato. Ma è altrettanto importante che il mister della Leonessa trovi, per questo rush finale, un’ossatura base sul quale basarsi e lavorare. Il tempo stringe. E quei minuti senza gol, pesano più che mai.
Cellino a Torbole
Intanto, dopo aver formalizzato l’addio con Luigi Micheli con contestuale promozione al ruolo di direttore generale di Andrea Mastropasqua, Massimo Cellino – che appare determinato a far luce su alcuni aspetti dell’operato del dirigente appena fuori uscito – si è dato una parvenza di normalità e ieri mattina si è recato in vista alla sua squadra a Torbole dove era in programma una doppia seduta di lavoro.
Malgrado accadimenti e momento generale, il presidente del Brescia è apparso tutto sommato tranquillo anche se la salvezza ancora tutta da costruire sul campo diventa decisiva per far decollare o meno alcune interlocuzioni che Cellino ha avviato per arrivare a cedere la società. Rolando Maran intanto è determinato a dare una sterzata e in vista del viaggio in Sicilia. La buona notizia riguarda il fatto che a parte i lungodegenti Cistana, Galazzi e Fogliata oltre a Muca sono tutti a disposizione. Il tecnico ha dunque la possibilità di scegliere.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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