È un violento decrescendo, dettato dal ritmo delle cose al contrario. Quello del Brescia è ormai un mondo capovolto, nel quale ognuno va per la propria strada. Società, piazza, squadra: unire i puntini che delineino anche solo una vaga figura di unità d’intenti, è un gioco che nelle attuali condizioni è ormai impossibile giocare.
La protesta
È tutto spaccato e, come se non bastassero le problematiche ambientali autoprodotte, questa sera andrà in scena anche la protesta contro la – francamente incomprensibile – decisione di limitare la vendita dei tagliandi ai tifosi ospiti che per esserci in massa, questa sera, avevano anche fatto ricorso al Tar. L’esito è stato negativo e per questo i supporters di Brescia e Cesena, che a braccetto vanno da 40 anni, saranno insieme anche nella decisione: le due tifoserie organizzate si ritroveranno fuori dallo stadio e da lì tiferanno. Appelli a chicchessia? Questo è il momento in cui ognuno, ciascuno nel proprio ambito, deve fare appello a se stesso e domandarsi se e come può incidere, in un modo o nell’altro, per la buona riuscita della causa del Brescia. La salvezza mette in palio più di un altro anno in B: in gioco c’è il futuro.




