Calcio

Dalla serie A alla Premier: tanta Brescia al comando nel calcio

Berta, Nani, Ottolini, Tare, Lombardo, Pederzoli, Micheli e Cordova: ex rondinelle o bresciani di nascita in ruoli di grande prestigio
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I bresciani nel gotha del calcio
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La storia non si può cancellare. Perché la storia è uscita dai volumi delle statistiche o dagli album delle figurine per raccontarsi, evolversi e andare a occupare ruoli di prestigio. No che non si cancella la storia del Brescia: la polvere delle sue stelle si è dispersa nell’universo calcistico. L’epoca d’oro di Gino Corioni ha lasciato una scia: tra giocatori infiniti (Roberto Baggio), «semplici» fuoriclasse come Pep Guardiola nel frattempo diventato l’allenatore da record più vanamente imitato, inseguito ed invidiato, enfant du pays tipo Roberto De Zerbi già nel gotha mondiale dei tecnici.

L’ultimo

Marco Ottolini - © www.giornaledibrescia.it
Marco Ottolini - © www.giornaledibrescia.it

Un’introduzione così, tanto per gradire. Perché il Brescia, a dispetto della «non» immagine che ha avuto, negli anni è stato nei vari ambiti bazzicato da personaggi di qualità e professionalità che non a caso si sono fatti strada. Fino a entrare nelle stanze dei bottoni, nelle cabine di regia del calcio che conta. In alcuni casi si parla anche di bresciani di nascita oltre che di ex appartenenti a vario titolo e con varie fortune alla famiglia con la V. Fresco di approdo ai vertici della serie A c’è Marco Ottolini. Ora 45enne, Ottolini fu attaccante della Primavera biancazzurra e disputò anche qualche allenamento agli ordini di Mazzone. La sua carriera extracampo iniziò da scout in bianconero per poi misurarsi da diesse al Genoa prima del ritorno alla Juve da alto in grado.

Tra Italia ed estero

Igli Tare, direttore sportivo del Milan
Igli Tare, direttore sportivo del Milan

Nello stesso ruolo, anche al Milan dalla scorsa estate c’è una vecchia e amata conoscenza bresciana: Igli Tare. Pure lui ex attaccante che a differenza di Ottolini però lasciò ricordi caldi anche sul campo. Ora padrone del Milan, il gigante albanese aveva comunque già scritto una grande pagina dirigenziale alla Lazio. Spostiamoci a Nord Est: all’Udinese, dirigente massimo è quel Gianluca Nani il cui nome è legato a doppio nodo con quello di Corini e del grande Brescia che fu. Ma non c’è solo l’Udinese per Nani dato che il diesse romano si sdoppia nel ruolo col Watford (dove è affiancato da Valon Behrami pure lui fugacemente passato dal Brescia, quello di Cellino) l’altra squadra della famiglia Pozzo che milita in Championship inglese.

Maurizio Lombardo, Cfo della Roma
Maurizio Lombardo, Cfo della Roma

Scendendo, ma mantenendo comunque un link – non solo per i natali – con Nani, arriviamo alla Roma dove è dirigente di alto rango in qualità di Cief Football Operator Officer Maurizio Lombardo. Triestino d’origine, ma bresciano per matrimonio, Lombardo iniziò la sua carriera proprio al Brescia come segretario trovato proprio da Nani. Poi, seppe prendere il volo e per molti anni è stato uomo fortissimo alla Juventus, nell’era Agnelli. Diesse giramondo, ma brescianissimo è Mauro Pederzoli che massimo dirigente dopo una trafila interna fu nel primo Brescia di Mazzone. Dopo l’esperienza al Parma (tra gli altri scovò e portò in Emilia Man e Bonny) l’approdo in Romania alla Rapid Bucarest con cui è secondo nel campionato romeno.

Mauro Pederzoli, direttore sportivo della Rapid Bucarest
Mauro Pederzoli, direttore sportivo della Rapid Bucarest

Una carriera federale dopo le prime esperienze da allenatore di club l’ha intrapresa Nicolas Cordova, che sul campo i bresciani ricordano come tra i protagonisti della promozione in serie A del 2010. Già responsabile delle selezioni giovanili del Cile, oggi «Nico» è Ct traghettatore della Nazionale maggiore del suo Paese: il 47enne avrà l’onore di guidare «la Roja» per cinque gare in attesa della nomina del nuovo allenatore dopo l’esonero di Gareca che ha mancato la qualificazione ai Mondiali. In un futuro troppo lontano poi potrebbe toccare allo stesso Cordova aprire un ciclo suo. Intanto, è da anni un Ct affermato anche Marco Rossi che da giocatore fu tassello importante del Brescia di Lucescu e che guida l’Ungheria.

Dall’alto

Andrea Berta all'esterno del centro sportivo del Brescia nel 2022 - © www.giornaledibrescia.it
Andrea Berta all'esterno del centro sportivo del Brescia nel 2022 - © www.giornaledibrescia.it

Tra chi allo stato attuale comanda da una «terrazza» con vista spaziale, ovvero dal solidissimo primo posto in Premier, rispetto alla nostra carrellata c’è solo un dirigente che non è mai stato al Brescia (ma che del Brescia è appassionato tifoso al pari dei suoi familiari): si tratta dell’orceano – calcisticamente partito dal Carpenedolo – Andrea Berta che dopo aver reso grande l’Atletico Madrid è in missione per rendere l’Arsenal stravincente.

Curosità: Brescia è...«vicina di casa» anche a Saint Albans, la vivace cittadina nei pressi della quale sorgono, separati da un cancelletto, il centro sportivo dei Gunners e quello del Watford. Riprendendo il filo, al fianco di Berta da poche settimane c’è Maurizio Micheli già ex scout del Brescia nel gruppo di lavoro di Nani – che ha sempre saputo circondarsi di eccellenti collaboratori –, reduce da ungran parentesi decennale al Napoli dove portò Kvaratskhelia senza dimenticare che fu lo scopritore di Hamsik. La storia insomma non solo continua e si tramanda, ma vola. In attesa di tornare a decollare anche sul campo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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