È un lettore. Non solo di giocate: lo è anche in senso letterale. Ultimi interessi: il libro di Roberto Baggio e quello del «cercatore di felicità», riferimento anche sui social, Gianluca Gotto. Gusti che dunque non fanno cadere dal fico quando in sede di presentazione come nuovo giocatore dell’Union Brescia, che ai play off ha punito in maglia Ascoli, dice: «Chi l’avrebbe mai detto? Mi fa di certo effetto essere qui. Ma se sono arrivato in questo posto è perché la mia voglia di vincere è tanta, la mia voglia di farlo con una piazza storica anche. E soprattutto credo molto nel destino».
Rivela: «La svolta nella trattativa è stata tra il primo e il secondo tempo della finale Mondiale. I direttori Pederzoli e Ferretti e il mister mi hanno fatto una videochiamata: una conversazione a quattro che mi ha fatto capire che la voglia di avermi con loro era tanta, che ci sono motivazioni profonde. È una cosa l’ho capita: nel calcio bisogna andare dove ti vogliono».
Nessuna delusione per non giocare subito la serie B conquistata sul campo? «Parto dai dilettanti, quindi ho alle spalle un percorso lungo. Ma tutto ti fa crescere, soprattutto le cose negative. Nel calcio le cose vanno come come devono andare e non vivo neanche come una delusione il fatto di non essere già in B dopo la vittoria di un campionato da protagonista… forse il destino mi dice che quel che ho “tolto” al Brescia lo scorso anno lo devo restituire in questa stagione».

Rizzo Pinna è uomo gol e assist: «Non saprei decidere quale delle due cose mi dà maggior soddisfazione. Sicuramente mi piace far giocare bene la squadra, mi piace molto partecipare alla manovra e in questo credo di essere molto migliorato. A prescindere comunque dai giusti personali, l’obiettivo è quello di vincere ed è quello che conta».




