Una petizione sottoscritta da oltre 150.000 tifosi di calcio (tra cui quelli del Brescia) per chiedere alle istituzioni e agli organizzatori delle principali manifestazioni sportive – dalla Figc alla Lega di serie A, B e C fino alla Lega nazionale dilettanti – che vengano adottate alcune misure.
Ad esempio, prezzi calmierati per le partite (20 euro per la serie A, 15 per la serie B e 10 per la serie C), orari e calendari più rispettosi dei lavoratori contro il cosiddetto «calcio spezzatino», regole stringenti sulle proprietà delle società e sulle multiproprietà e sul Daspo, affinché il provvedimento sia sottoposto al vaglio del giudice.
La conferenza
La petizione è stata illustrata oggi al Senato in una conferenza stampa promossa dal senatore e segretario nazionale dell’Udc, Antonio De Poli. Sarà poi assegnata alla commissione Ambiente di Palazzo Madama che, in caso di valutazione positiva, potrebbe abbinarla a un disegno di legge che tratti la stessa materia.
«Il calcio non è solo spettacolo e business ma è prima di tutto comunità, un linguaggio che unisce generazioni diverse, che lega i territori – ha detto De Poli –. Con questa iniziativa vogliamo riportare al centro il valore sociale dello sport» aggiungendo che la petizione «evidenzia una frattura sempre più evidente: da una parte il calcio popolare, fatto di passione e partecipazione; dall’altra parte un sistema sempre più orientato a logiche economiche che rischiano di allontanare il calcio da chi lo tiene vivo, ovvero i tifosi. È un segnale che non possiamo permetterci di ignorare».
Le tifoserie
L’avvocato Giovanni Adami, che ha illustrato la petizione, ha ricordato che «in altri Paesi in Europa ci sono prezzi calmierati per le partite di calcio agli stadi» e che l’iniziativa «nasce dal basso, grazie all’impegno e all’entusiasmo dei tifosi». Il documento è stato sottoscritto da oltre 120 tifoserie in tutta Italia fra cui, oltre a quella del Brescia, Ancona, Atalanta, Avellino, Bari, Bologna, Como, Napoli, Parma, Udinese, Palermo, Pescara, Padova, Sampdoria e Vicenza.



