Se ragionassimo in termini social, che direbbero gli algoritmi? Che Brescia è solo e sempre in tendenza. Che non conosce crisi di popolarità. E che ora che ha ritrovato nuovo slancio e smalto grazie all’Union può andare ancor meglio. Il brand Brescia tira e attira. Conquista grazie a un fascino evidentemente innato e a quel certo je ne sais pas quoi (non so che) che delle volte sfugge ai local. Sia che al centro della scena ci sia la città, sia che ci si sposti su un livello calcistico.
E in atto, grazie al progetto Union c’è una specie di miracolo: anche i bresciani si stanno rendendo conto delle loro potenzialità. Specie se queste si trova il modo di concentrarle e quindi ottimizzarle. Esattamente appunto come sta accadendo grazie all’Union. Che in questo momento è una specie di fenomeno di costume: bisogna esserci, bisogna farne parte. Come soci, come sponsor, come abbonati: un tutti per uno, uno per tutti che è il vero valore alla base dell’iniziativa che vede in Beppe Pasini un ideale capocordata.




