Calcio

Pagelle del Brescia: Palacio dà la scossa, Adorni spaesato

Moreo si perde Cerri, ma si riscatta ampiamente, Jagiello chiuso, Cistana sicuro
I giocatori del Brescia esultano dopo il gol di Ayè - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
I giocatori del Brescia esultano dopo il gol di Ayè - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
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Dopo l'amaro pareggio con il Como, le pagelle firmate da Erica Bariselli

7 - Rodrigo Palacio

Entra al 1’ della ripresa per Jagiello e, semplicemente, da solo cambia la partita. È come un raggio di sole che brilla facendo alzare immediatamente il tasso qualitativo delle giocate. E anche Tramoni, nel primo tempo quasi un piccolo fantasma, entra in partita trovando qualcuno con cui dialogare. Da lui parte il cross la cui evoluzione porta al gol del pareggio e nei minuti finali va anche vicino alla marcatura. Evergreen. 

6 - Jesse Joronen

Sul pallone che si infila alle sue spalle dopo 467’ «puliti» in trasferta non ha responsabilità. Si segnala per un intervento in corner su Blanco nella ripresa. Inizia un po’ incerto, ma cresce man mano.

6 - Fran Karacic

Partita complicata con Ioannou e Blanco sulla sua corsia. E complicato è anche assegnargli un voto: se infatti in fase difensiva concede e prende pure qualche «topica», in fase di spinta fa cose molto buone. Chiude persino da centrale di difesa.

6.5 - Andrea Cistana

Cerri è una bella gatta da pelare anche lui. Ci impiega un po’ mettere a fuoco il gigante dell’attacco lariano, ma in qualche modo ci riesce. Molto meglio nella ripresa: 45’ (più recupero) d’autorevolezza.

5 - Davide Adorni

In affanno, a tratti spaesato come un pesce fuor d’acqua tanto che spesso perde la posizione. Trasmette insicurezza e in più, frustrato da un tunnel di Gliozzi si grava quasi subito di un giallo. Dal 21’ st Florian Ayé (7). Un gol da opportunista: di fatto quello sul tap in che vale l’1-1 è poco più che l’unico pallone che tocca. E va benone così.

6 - Massimiliano Mangraviti

Un premio al sacrificio di una partita da terzino sinistro obbligato. Parigini lo fa soffrire e non poco: il rovatese ha il pregio di resistere baracamenandosi per poi crescere via via in scioltezza.

6 - Mehdi Léris

Non che tutto si possa ridurre a un episodio, ma l’occasione che si mangia dall’altezza del rigore sul finale di primo tempo è troppo grossa per passare oltre: era un rigore in movimento. Il rammarico è che dalla sua parte, parlando sempre di primo tempo, ha spazi ma spesso si incaponisce a voler cercare di andar via in velocità. Un po’ nervosetto, ma presente. Dal 35’ st Andrea Papetti (sv)

6.5 - Dimitri Bisoli

L’assortimento del primo tempo non lo aiuta a tenere bene le redini, poi un po’ come per tutti nella ripresa va decisamente meglio e riesce a sguainare lo spadone.

5.5 Federico Proia

Davvero poche cose sul taccuino dell’ex Vicenza e Cittadella: un po’ fuori dai meccanismi e non ben centrato in nessuna delle due fasi. Sbaglia molto. Dal 21’ st Massimiliano Bertagnoli (6) che nel giorno del suo 23esimo compleanno entra piuttosto bene dando una sferzata di energia e sfiorando anche il gol.

5 - Filip Jagiello

Dove si sposta si sposta, ma non trova un centimetro di spazio: il suo tempo in campo si traduce in un inutile girovagare da una parte all’altra per provare a cavare un...pallone dal buco, ma niente. 5.5 Mattéo Tramoni. Nel primo tempo è un continuo andare a sbattere contro un muro: lo raddoppiano sempre e nessuno tra l’altro gli dà una mano. Nella ripresa inizia a suonare un’altra musica perché può seguire un altro spartito, quello di Palacio.

6.5 - Stefano Moreo

Perde fatalmente il duello «in altezza» con Cerri che lo «taglia» fuori sul gol. Se quindi - sempre che toccasse a lui marcare l’attaccante lariamo - l’ex Venezia doveva farsi perdonare, lo fa alla grande sfiorando il gol a fine primo tempo di testa e propiziando, sempre di testa, il gol del pareggio.

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