L’ultima volta in Piemonte la missione era identica: domare una belva ferita. In quel caso il Novara, battuto poi 2-0; stavolta la Pro Vercelli di Bonera e di bomber Bertoli, che vive il periodo peggiore da inizio campionato e ha appena incassato il ko più pesante. Già prima del 5-0 contro il Lecco, però, i piemontesi che oggi ospitano l’Ospitaletto di Andrea Quaresmini (ore 17.30) avevano mostrato più di una crepa.
Statistica
Che si traduce in un dato, quello del secondo peggiore attacco del torneo (8 reti in 10 gare), forse anche più pesante della seconda peggior difesa (18 gol). Dal canto suo l’Ospitaletto vuole mantenere quel passo esterno che, da un mese a questa parte, sta scolpendo il cammino orange più di quello interno. «Il ko contro la Pergolettese - spiega Quaresmini - non ha scalfito la nostra settimana perché non ci ha detto una cosa nuova: ha confermato che, se ci abbassiamo e caliamo di intensità, possiamo ricevere brutte sorprese. Lo sapevamo già, ne abbiamo solo avuto conferma».
L’ex Bertoli domenica scorsa era al «Corioni» per studiare l’Ospitaletto. Ma per capire se c’è un problema coi match interni (un solo punto nelle ultime tre gare in casa) servirà aspettare settimana prossima. Oggi invece conta tornare a muovere la classifica. Contro che tipo di avversaria? «Più forte di quanto non dica la classifica - la battezza Quaresmini -. Qualitativamente ogni squadra ha giocatori di spessore. Se a questo aggiungiamo il loro momento buio, dal quale vorranno uscire, la pericolosità aumenta: dovremo essere bravi noi a non dargli coraggio».
E se Possenti può ritrovare una maglia da titolare dietro, il dilemma tattico accompagna la mediana: Panatti, forse l’unico insostituibile, non è al 100%. Dovrebbe giocare stringendo i denti, ma anche senza di lui la quadra si può trovare «anche perché - evidenzia Quaresmini - con il Pergo si è perso perché ci siamo abbassati, non per colpe della regia». A Vercelli l’occasione per rialzarsi.



