Certamente non si può pensare, come ha ripetuto Andrea Quaresmini, che i gol piovano dal cielo. Però, per una volta, anche le coincidenze astrali hanno reso speciale la notte dell’Ospitaletto al «Corioni» contro l’Arzignano. La prima di tre domeniche consecutive in casa (in mezzo ci sarà la trasferta infrasettimanale di Carpi) ha celebrato tre battesimi, tutti significativi.
Attesi
Quelli di Galuppini e Gobbi, entrambi al primo gol in stagione. «L’ho fatto brutto – sorride Galuppini, autore di una punizione magistrale –. Scherzi a parte, sono contento anche perché era un momento difficile, eravamo sotto, e pareggiare prima dell’intervallo ti dà una spinta significativa e soprattutto destabilizza un po’ gli avversari. Credo che la squadra stia crescendo, già a Zanica contro l’AlbinoLeffe si erano viste buone trame e il gruppo è solido».
Quaresmini nel dopo gara ha detto: «Spero che questo non sia ancora il miglior Galuppini». «Ed ha ragione, va visto come stimolo: segnare il primo gol dev’essere l’inizio. Io poi sono ambizioso per natura. Quando ho detto che l’Ospitaletto vuole vincere il campionato, non volevo sembrare sbruffone o esagerato: semplicemente devo ancora trovare un calciatore che va in campo per perdere. Ecco, noi vogliamo provare a vincere sempre».

Galuppini è appena arrivato, ma parla già da leader di questo gruppo così giovane: «Non lo so, ci sono tanti esperti e comunque anche i ragazzi con qualche anno in meno, qui, hanno già maturato diverse presenze in serie C: se posso aiutarli, mi metto a disposizione, ma credo saranno loro stessi a venire fuori. Anzi lo stanno già facendo».
Tra questi Edoardo Tigani, classe 2006. Se i primi gol di Galuppini e Gobbi graffiano il tabellino, l’esordio da titolare dell’ex Parma rischiava quasi di passare inosservato. Invece Tigani ci ha messo l’assist per il colpo di testa di Gobbi, che ha sbilanciato la contesa.
Esordiente
«Guardo sempre al presente – spiega il gioiellino – e sono contento di essere qui a Ospitaletto: so che si parlava di me come possibile scelta dello stesso Parma e non so dove mi porterà il futuro. Non è nichilismo, semplicemente so che per disegnare la mia carriera devo fare molto bene in questo torneo. La titolarità mi ha fatto piacere, credo di avere disputato una buona gara e l’assist del secondo gol è stato utile. Ma cerco di ritagliarmi opportunità anche quando magari subentro dalla panchina. Il mio primo obiettivo è non avere mai rimorsi: in questa prima esperienza per me in C mi sto trovando molto bene. Non solo in partita, ma anche in allenamento e nel gruppo».
È una prima volta anche il terzo posto in classifica, non invece la rimonta dallo svantaggio al successo in C: accadde l’anno scorso, da 0-1 a 2-1. Contro chi? Sempre (anche se in trasferta) con l’Arzignano. Coincidenze?



