Anche se ormai da anni si era trasferito a Livorno, dove calcisticamente tutto era cominciato e dove poi il cuore e il destino lo avevano fatto tornare prima di aver girato i club di mezzo Paese tra Messina, Bari, la capitale con la Lazio e Napoli, l’accento romagnolo non l’aveva mai perso. Così come non aveva mai smarrito i modi, gentili, sussurrati, la sua profonda umanità, che facevano da contrasto a quella «garra» mostrata sempre in campo, quella «ghigna» che tanto piaceva non solo ai tifosi livornesi.
Igor Protti da Rimini, 58 anni, bandiera del Livorno e icona di un calcio romantico forse scomparso, l’ultima battaglia l’ha persa la scorsa notte, lottando con dignità fino alla fine contro una malattia che gli era stata diagnosticata un anno fa e che aveva reso subito pubblica. «Una partita durissima» aveva scritto sui social, affrontata con coraggio e lucidità, come testimoniano il suo messaggio d’addio che la famiglia, come da sua volontà, ha condiviso sui social: «Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale».
Le emozioni
Combattente nato, a dicembre aveva anche accettato, nonostante le condizioni di salute, di fare il tedoforo a Livorno per le olimpiadi di Milano-Cortina. Ogni volta che indossava la sua maglia numero 10, specie quella amaranto, era come se si caricasse sulle spalle le speranze e le sofferenze sportive di una città, e di un club il Livorno, che non solo è riuscito a riportare dopo 31 anni in serie B dall’inferno della C, ma addirittura in serie A dopo ben 54 anni che gli amaranto mancavano dalla categoria.

Trascinatore
E proprio a Livorno e proprio in serie C ha condiviso con lui le gioie un altro attaccante, il bresciano Gianpiero Piovani, che lo ricorda così: «Igor era un fantastico giocatore, non a caso è stato capocannoniere in serie A, B e C. Nel 2001-2002 arrivò la promozione, lui con 28 gol e io con 7. Era un punto di riferimento per tutti, dai ragazzi ai giocatori più esperti. Il capitano, il simbolo di una città, di una squadra. Noi lo abbiamo sempre seguito e lui seguiva noi: un esempio vero».
L’ultima apparizione in pubblico risale a meno di un mese fa per accompagnare all’altare la figlia primogenita. «Che il mondo vi regali un mondo di serenità! Coltivate ogni giorno il vostro Amore!», la dedica agli sposi.




