Il Mondiale del 2030? Ci sono sessantaquattro motivi su cui ragionare

La Fifa e il suo presidente Gianni Infantino vogliono l’allargamento a più squadre, ma vanno considerate alcune variabili non indifferenti. Le tempistiche, i campionati e le coppe, ma anche le presenze dei vari continenti
Gianluca Magro

Gianluca Magro

Caposervizio

Il presidente della Fifa Gianni Infantino al centro - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il presidente della Fifa Gianni Infantino al centro - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Se quarantotto squadre, tre Nazioni ospitanti e 39 giorni vi sembrano troppi per un Mondiale, mettetevi il cuore in pace. Perché la Fifa e il suo presidente Gianni Infantino sono pronti a rilanciare. Ma non chissà quando, bensì tra quattro anni. «Tutti devono poter partecipare alla Coppa del Mondo, non solo Europa o America Latina», ha detto Infantino in una delle interviste che rilascia quasi quotidianamente. Ammettendo che sul tavolo per il 2030 si potrebbe arrivare alla cifra monstre di 64 squadre.

Non una novità, ma il fatto che se ne continui a parlare significa che non si tratta, ahimè, solo di un’idea. «Abbiamo notato che il livello delle squadre è estremamente alto e continua a migliorare in tutto il mondo - ha aggiunto il numero 1 della Fifa -. Se non diamo ai Paesi più piccoli l’opportunità di partecipare alla Coppa del Mondo, perderanno la motivazione a progredire».

Punti da mettere in ordine

Vero, ma ci sono delle specifiche. Primo: il livello delle squadre non è estremamente alto, ma si sta alzando. Capo Verde ha rappresentato una bella sorpresa, ma altre realtà hanno fatto davvero da contorno in questa edizione.

Secondo: se è servito quasi un mese e mezzo per portare a termine un Mondiale a 48 squadre giocando tutti i giorni o quasi, se si passerà davvero a 64 quanto lo vogliamo far durare? Perché forse la Fifa se lo dimentica, ci sarebbero anche dei campionati e delle coppe europee da «incastrare» e magari le federazioni e soprattutto la Uefa qualcosa da dire l’avrebbero pure…

Forze in campo

Terzo: Infantino cita Europa e America Latina dicendo che non solo loro debbano partecipare. Giustissimo, abbattiamo i muri, poi però guardiamo anche la realtà. Domani in semifinale si affrontano Spagna e Francia, mercoledì Inghilterra e Argentina. Ovvero tre rappresentanti dell’Europa e una dell’America Latina. E non si può far finta di nulla...

Quindi se davvero la «pazza idea», e quasi mi dispiace scomodare il capolavoro di Patty Pravo per il calcio, dovesse andare in porto, è impossibile non considerare un allargamento di partecipanti di questi due continenti. E senza tirare in ballo battute sul fatto che l’Italia potrebbe così qualificarsi, visto che già una volta il presidente della Fifa l’ha fatto e nessuno ha riso.

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