Nessuno può mettere le belle favole in un angolo. Nemmeno un Mondiale consegnato per intero al business e sotto anestesia: vietato, disturbare il signor padrone di casa Donald Trump. Al punto di non muovere un dito per consentire all’Iran di vivere la propria esperienza senza essere scacco di visti e procedure vessatorie. Ma come Don Chishiotte provava a fermare i mulini a vento, così negli Stati Uniti è attiva una «resistenza» che senza saperlo combatte per difendere il corridoio dal quale passano quelle incredibili favole che rendono così speciali le rassegne iridate. Le capofila della resistenza armata di sogni, sono Capo Verde e il Paraguay.
Contro tutte le derive

Capo Verde che con i suoi tre pareggi consecutivi ottenuti con un calcio «all’italiana» ha passato lo sbarramento del girone: un’impresa che era data con solo l’1% delle possibilità e che ha reso possibile un’impensabile sedicesimo contro l’Argentina. Poi è arrivato il Paraguay che addirittura è volato agli ottavi di finale sbarazzandosi ai rigori, dopo che pure ne aveva sbagliati due nella serie, della Germania. Belle storie con dentro storie belle come quella del portiere della selezione sudamericana Orlando Gill che 4 anni fa, per curare il figlio neonato, vendette tutto ciò che possedeva. Favole sbocciate come fiori sull’asfalto e sul cemento. E come anticorpi a qualsiasi deriva.




