Giornalista, conduttore e presidente della Folgore Caratese, che sta vivendo la sua prima stagione tra i professionisti. L’eclettismo di Michele Criscitiello nasce e si esaurisce nel calcio. Domani affronterà l’Union Brescia per la prima volta in carriera: l’abbiamo intervistato per chiedergli come vive l’avvicinamento a questa sfida.
La considera la sua partita più importante da presidente?
«No, quella fu nella stagione scorsa: battemmo 4-1 il Chievo portandoci a più undici in vetta. Per noi significò la vittoria del campionato. Sicuramente è la più prestigiosa. Qualche altra partita interessante l’ho fatta: fermammo sullo 0-0 il Como, che per colpa di quel pareggio non centrò l’obiettivo promozione. Qui però siamo in C, e non abbiamo ancora affrontato grandi partite. Per questo, in termini di prestigio, è una gara che per noi non ha eguali».

Presidente e giornalista, un unicum nel panorama italiano. Come si fanno convivere queste due anime?
«Ho un approccio aggressivo nel mio lavoro, quindi è naturale che quando la mia squadra va male io faccia più fatica a criticare un club di serie A. Chi mi ascolta potrebbe dirmi “senti chi parla”. Se le cose vanno bene, invece, diventa tutto più semplice. La gente però deve capire che la Folgore Caratese in C è già qualcosa di clamoroso: non abbiamo storia, né una piazza. Solo una grande struttura, e soprattutto un’organizzazione creata dal nulla. Con un progetto triennale ho portato questa società nel professionismo, acquistando gente che ha fatto A e B, come Cassata, Sarr o Caldirola lo scorso anno. In questo campionato siamo consapevoli di dover dare battaglia fino all’ultima giornata per conquistare la salvezza».
Chi critica il suo modello televisivo sostiene che lei sfrutti le immagini delle ragazze in studio, a discapito della competenza. Come risponde?
«È una fesseria. Quello che faccio da quindici anni è diventato la normalità anche per Dazn, Mediaset e Sky. La ragazza bella serve, quella bella e stupida no. Io faccio questo ragionamento: il calcio in tv lo guardano soprattutto gli uomini, e se ci metti una donna che oltre a saper parlare, porre le domande e condurre ha pure una bella presenza, non può che essere un valore aggiunto. Nessuno chiede loro di esprimere opinioni tecnico-tattiche. Sportitalia fa un milione e mezzo di spettatori al giorno. Significa che è un modello vincente, e io ovviamente non l’ho mai cambiato».
In che modo la serie C andrebbe riformata?
«Partirei dall’Fvs, che va abolito. La Lega butta 2,6 milioni di euro in uno strumento che è un surrogato del Var. Nel 95% delle revisioni gli arbitri non cambiano la loro decisione. Il 70% delle gare si gioca con due telecamere, più altre due sui sedici metri: è così che mettiamo i direttori di gara nelle condizioni di rivedere una scelta? Domani a Carate Brianza che ne saranno cinque più due, ma purtroppo non è questa la regola. E poi le società sono troppe: devono essere quaranta e non sessanta, divise in due gironi da venti. I soldi buttati nell’Fvs vanno girati ai club come contributo di solidarietà per le trasferte. Detto questo, la Serie C e Marani stanno facendo un buon lavoro su diversi fronti».

In estate definì Cellino «un genio» per aver riattivato la matricola di fronte alla possibilità di incassare il contributo di solidarietà di Tonali. Lo pensa anche ora che lo spettro del fallimento è più vicino?
«Ero ironico e provocatorio. Per me Cellino è un pazzo. Quello che hanno fatto a Bergamo i Percassi poteva tranquillamente essere replicato a Brescia. E invece si è comportato in quel modo».
E di Pasini che pensa?
«Non lo conosco, gli ho stretto la mano una sola volta lo scorso ventidue giugno, in occasione dell’assemblea elettiva federale. Il giudizio sull’imprenditore è ottimo, naturalmente. Finalmente il Brescia ha una società seria e solida. Sono convinto che farà grandi cose».
Corini è l’uomo giusto per portare in B l’Union?
«È un allenatore che può fare tranquillamente la B. Il Brescia è la favorita assoluta in questo girone: Cittadella, Trento e Lumezzane giocano bene, le ultime due le ho pure affrontate, ma Corini è al volante di una fuoriserie».
Ce la farà, quindi?
«Può perderlo solo lui. Questo è il più facile dei tre gironi, e in rosa ci sono tanti campioni per la categoria. Il Brescia ha una piazza straordinaria e non può fallire. Accoglieremo i loro ultras con piacere. Affrontiamo uno squadrone del calcio italiano, e non posso che esserne felice».




