Come tanti appassionati di calcio sta passando parte della sua estate davanti alla tv. Marco Rossi però lo fa anche da addetto ai lavori: il ct dell’Ungheria infatti studia le «rivali europee», sempre più protagoniste della Coppa del Mondo. E scatta le fotografie di quanto visto fino ad ora.
Che impressione si è fatto di questo Mondiale allargato a 48 squadre?
«Diciamo che è il numero più corretto per cercare di rappresentare veramente tutto il mondo. Poi ci sarebbe magari da discutere sulle percentuali. Su otto squadre ai quarti di finale sei sono europee, quindi su 48 al via forse il nostro continente dovrebbe portarne almeno la metà. Poi capisco che in capo alla Fifa vi siamo tantissimi interessi di varia natura».
Partite belle, noiose o scontate?
«È un Mondiale che fino ad ora ha offerto partite non sempre spettacolari, ma nemmeno di basso livello. Quindi lo definirei interessante. Qualche match ha deluso, ma se penso a Capo Verde è stata un’emozione. Poi ho visto squadre che si sono sostanzialmente difese, hanno giocato come si dice oggi con blocco basso e verticalità. L’avessero proposto allenatori italiani, si sarebbe parlato del catenaccio stile Nereo Rocco di decenni fa».
Ai quarti sono arrivare le migliori o manca qualcuno?
«Se entri nelle migliori otto significa che te lo meriti. Sulle europee farei però un distinguo: l’Olanda mi ha deluso e non me l’aspettavo, mentre la Germania è stata sì estromessa ai sedicesimi ai rigori, ma se andiamo a vedere i numeri che non mentono mai ha prodotto il triplo rispetto al Paraguay. Credo abbiano influito gli infortuni patiti nei mesi scorsi da Musiala e Wirtz: fossero stati al top della condizione avrebbero dato qualcosa in più e forse i tedeschi sarebbero ai quarti».
Che ne pensa del Brasile di Ancelotti fuori agli ottavi?
«Credo che la rosa non fosse a livello di quelle passate. Per quanto riguarda Carlo, di solito quando perdi una partita e lo fai allenando il Brasile, ti imputano errori che magari non hai commesso. Forse Ancelotti qualcosa ha sbagliato, ma la ragione dell’eliminazione va cercata altrove».
Domani il via ai quarti con Francia-Marocco: match da 50 e 50?
«Mi aspetto una partita tirata, che vivrà sugli episodi. Il Marocco è meritatamente ai quarti e vorrà continuare il suo sogno, basato su tecnica e tattica. Dall’altra parte la Francia ha dimostrato di essere più squadra rispetto alle passate edizioni, la vedo leggermente favorita».
Possiamo dire che questo sia il «Mondiale delle stelle»?
«Eccome, basta vedere la classifica cannonieri: otto reti Messi, 7 Mbappè e Haaland, 6 Kane. Mica male».
Le chiedo quindi un flash su ognuno di loro e parto da Messi.
«Ogni aggettivo è superfluo. Quello che sta mostrando in questo Mondiale dice tutto sulla sua statura professionale e umana. A quasi quarant’anni sta facendo la differenza non solo in termini di gol, ma anche per ciò che riguarda lo sviluppo della manovra».
Mbappé.
«Riesce ad essere molto più incisivo e decisivo in Nazionale che nei club. Il valore è stellare, può vincere ogni anno il Pallone d’Oro, ma evidentemente dal punto di vista tattico c’è qualcosa che non sempre gira».
Haaland.
«Pazzesco. Intanto è difficile giocarci contro per la sua struttura fisica, in più è intelligente. Non è solo forza e velocità, lui è uno che ti studia, che non tocca il pallone magari per tantissimo, poi segna. A tratti immarcabile».

Kane.
«Sta dimostrando di essere un grande centravanti, completo. Un bomber e l’anima dell’Inghilterra. Con l’Ungheria ci ho giocato contro varie volte, mi ha sempre dato la stessa impressione: difficile da marcare in area, difficilissimo quando partecipa alla manovra».
Chiudo con Cristiano Ronaldo.
«Non devo essere io a ricordare la carriera che ha fatto, ma ha inciso veramente poco sul cammino del Portogallo».
Che impressione si è fatto del «caso Balogun»?
«C’è stata una gestione pessima da parte della Fifa, ma peggio ancora è stata l’interferenza di un capo di stato che si crede onnipotente. È stato creato un precedente pericolosissimo, dimostra che la politica può influenzare lo sport. Ed è una cosa pessima».
La favorita per il Mondiale?
«A inizio torneo ho pronosticato un’altra volta la finale Argentina-Francia e credo sarà ancora così, ma attenzione alla Norvegia. Ha un entusiasmo incredibile, può davvero essere la sorpresa».



