Nove minuti. Tanto ci ha messo Charles De Ketelaere a sgonfiare il «caso Balogun» e a far capire agli Usa che la loro corsa, squalifica o non squalifica, Trump o non Trump, Infantino o non Infantino, si sarebbe fermata agli ottavi di finale.
Quattro, addirittura, i colpi assestati dalla squadra di Rudi Garcia a quella di Pochettino. Morale? Tutto il caos creatosi intorno al giocatore «graziato» dalla Fifa è stato (ma lo si poteva immaginare) un clamoroso boomerang per gli Stati Uniti. E solo chi è intervenuto a gamba tesa senza nemmeno conoscere le regole del calcio poteva pensare diversamente.
Fame diversa
Così il Belgio è entrato in campo arrabbiato e affamato, come chi ha subìto un torto e ha solo voglia di rifarsi. Sulla testa dei giocatori Usa invece pesava un macigno, tipo le teste dei presidenti che si trovano nel complesso del Monte Rushmore in South Dakota. Alla fine la scena più bella è stata il dialogo tra Garcia e Balogun, quindi due che sanno come vanno «le cose del pallone». «Mi ha fatto piacere sia venuto da me - ha detto il ct - l’ho abbracciato perché non è colpa sua». «Ho accettato la decisione dell’arbitro quando sono stato espulso, così come ho accettato la decisione della Fifa poi quando mi hanno detto che potevo giocare», ha invece commentato quasi imbarazzato lo stesso Balogun.
Statistiche impietose
D’altronde i numeri dell’attaccante sono stati impietosi: secondo quelli messi a disposizione dalla Fifa, ha ottenuto il 14esimo rendimento in campo tra - si legge - «chi riesce a eseguire azioni offensive decisive nei momenti più importanti». Ha percorso 10 chilometri ma, scorrendo sempre i dati, correndo spesso a vuoto. Gli scatti negli ultimi metri - quelli fondamentali per un centravanti - sono stati poi la minima parte.
Non basta? Allora ecco solo due salti di linea difensiva tentati, di cui uno riuscito; solamente due dei 10 cross; tre tiri, uno fuori dalla porta (44’), uno in porta (81’), uno deviato in angolo (82'). Una sola palla recuperata. Insomma, era quasi meglio non averlo…
Strascichi
Il fatto è che la partita del campo è terminata, ma quella delle polemiche chissà quando avrà il triplice fischio. Un gruppo di eurodeputati infatti ha chiesto alle Federazioni calcistiche europee di garantire un’indagine sulla Fifa «per accertare se il presidente Gianni Infantino sia stato coinvolto nella decisione di sospendere la squalifica automatica di una giornata imposta a seguito del cartellino rosso mostrato al giocatore della nazionale maschile statunitense Folarin Balogun, e se le pressioni dell’amministrazione Usa abbiano influito su tale decisione». «Ora ribaltate questo» ha scritto la Federcalcio del Belgio sui social: chissà se un giorno ne verremo fuori da questa storia...



