Calcio

Lume-Brescia è uno strategico incrocio di ambizioni

Alle 14.30 biancazzurri per puntellare il secondo posto, valgobbini per i play off
Uno scenario diverso rispetto alla gara d’andata - © www.giornaledibrescia.it
Uno scenario diverso rispetto alla gara d’andata - © www.giornaledibrescia.it
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Una stretta di mano e una pacca sulla spalla: poi, ognuno per sé. Nel calcio la prima regola è quella di diffidare degli amici: come sa bene il Brescia che in questa stagione tra Ospitaletto e Lumezzane ha vissuto i suoi momenti peggiori. E se il pari nel derby con gli orange all’andata sancì l’inizio della fine per Aimo Diana, se quello di ritorno (finito sempre in parità) portò fischi e malumori da stadio nei confronti di Corini, il primo round - perso, Iori giustiziere - col Lumezzane significò il primo esonero dell’era Union.

Rispetto a un girone fa, è un altro Brescia e c’è un altro allenatore mentre il Lumezzane è ancora quel Lumezzane - ma ancora meglio - con lo stesso tecnico, Emanuele Troise, che sa incidere perché ha saputo entrare in tutte le pieghe dei suoi ragazzi. Ne esce - per il fischio d’inizio delle 14.30 - una partita che è uno straordinario incrocio di ambizioni subito dette: i biancazzurri giocano per avvicinarsi all’aritmetica del secondo posto (ieri il Lecco ha vinto, quindi oggi non possono arrivare sentenze), i rossoblù - ottavi - per avvicinarsi alla certezza di essere nel lotto play off: l’obiettivo è distante tra i 4 e i 5 punti da fare in tre partite. Ognuno per sé: altroché.

Un tifoso vittorioso

Col gran peccato di non poter assistere all’evento di un Saleri sold out: pubblico ai minimi termini con la punizione urbi et orbi post intemperanze di alcuni tifosi del Brescia contro il Vicenza. Una decisione, quella adottata dalle autorità preposte, alle quale si è opposto - ricorrendo al Tar - un abbonato del Brescia: ha vinto, ma solamente per se stesso.

E perché non ha provato a ricorrere il club di Pasini? La lettura è che non sarebbe stato opportuno né istituzionalmente corretto, un gesto «ostile» nei confronti delle autorità del proprio territorio. Punto e a capo, alla fine di una settimana nella quale i tifosi sono stati colpiti emotivamente anche dalla scomparsa di Mircea Lucescu (non sono però previsti ricordi sul campo, né lutto al braccio).

Il focus, per tutti, sono i 90’ e rotti di oggi. Si diceva che c’è un altro Brescia: non solo rispetto a come andò un giro intero di partite fa, ma anche rispetto a pochissime partite fa. Ragioniamo su un Brescia «in up», che sta meglio numericamente, fisicamente, qualitativamente e mentalmente. E che va ad affrontare una squadra, come già ricordato, che sta altrettanto bene e che nelle ultime 10 gare ha subito appena una sconfitta. Che non dipende da nessuno in zona gol, avendo mandato a bersaglio 15 diversi giocatori, così come la squadra di Corini che primeggia tra le cooperative sotto porta con 19 diversi protagonisti a segno. E che però inizia ad affidarsi a riferimenti sempre più precisi, come Valerio Crespi a segno da due partite di fila. Il duello immaginario a distanza è con Luigi Caccavo, arrivato in doppia cifra, ma a secco da sette partite. Giriamola e rigiriamola, ma soprattutto gustiamola: in Valgobbia è un bell’incrocio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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