Italia, il no di Pep lancia Pirlo: il «Genietto» sarà il ct azzurro

Il 47enne, al quale sembra verrà proposto un quadriennale a meno di 2 milioni l’anno, dovrà fare, anzi rifare l’Italia
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Andrea Pirlo - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Andrea Pirlo - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Era stato il primo pensiero. Ed è su quello che il ticket Paolo Maldini-Leonardo con l’appoggio di Giovanni Malagò sono subito tornati. Senza averlo peraltro mai abbandonato. Dunque, Andrea Pirlo sarà il prossimo commissario tecnico della Nazionale. Con Brescia che, insieme a lui, si prepara di conseguenza ad avere il suo pezzetto di gloria e a restare in auge. Grazie al suo prodotto calcistico più clamoroso di tutti i tempi: campione di precocità in biancazzurro e poi campione del mondo passando per scudetti e Champions League. Bresciano e cresciuto nel Brescia: il massimo dei massimi.

Tuttavia per ripercorrere il curriculum e spendere orgoglio ci sarà tempo. D’altronde nel calcio è sempre meglio non fare fughe in avanti. Anche se a questo punto solo uno tsunami che non viene previsto potrebbe mandare in aria quello che da sempre, ribadiamo, è stato il piano della nuova governance della Figc. Atteniamoci ai fatti. Molto semplici: Pep Guardiola, come era ampiamente prevedibile, ha declinato l’offerta di rivestire l’incarico di commissario tecnico azzurro. «Grazie, ma no grazie» ha comunicato l’allenatore catalano a chi di dovere. «Sono onorato, ma...». Laddove i «ma» coincidono tutti con le ragioni personali (leggi: la voglia di vita e di famiglia) che lo avevano spinto a prendersi una pausa dal calcio.

L’attenzione

Tuttavia Pep la proposta illustratagli da Maldini e Leonardo l’ha ascoltata con l’attenzione: perché dei due ha estrema stima e considerazione – non è banale che li abbia ospitati a casa sua a Barcellona – e perché l’Italia è l’Italia. Sulla carta gli ingredienti per riuscire a sedurlo c’erano tutti. Infatti, la situazione l’ha studiata a fondo. Ha studiato anche i giocatori. Messo tutto insieme, ciò che c’è e ciò che non c’è unitamente a quanto ha dentro, ha ritenuto di dire di declinare. Di certo non hanno influito ragioni economiche.

L’esito negativo da subito era comunque sempre apparso il più verosimile. Per questo la strada che conduceva ad Andrea Pirlo, è sempre rimasta aperta: col «Genietto» un accordo di massima c’era già. Altrimenti non si spiegherebbe nemmeno come mai si dà per certo che si riuscirà a mettere tutto nero su bianco già nel fine settimana. Dando il tempo al flerese (di casa da anni a Torino) di risolvere il suo contratto con lo United Fc, squadra di Dubai che con il suo staff altrettanto bresciano (Roberto Baronio e Mauro Bertoni, da capire se anche per loro ci sarà spazio in azzurro) Pirlo ha condotto la scorsa stagione alla promozione nella massima serie.

La gestione

Data la schizofrenia delle ultime settimane sul tema Ct ci sarebbe poi da capire quanto il tentativo di guardare ad altri pianeti come quello di Guardiola (e di Ancelotti come da «auto spoiler» federale) sia stato convinto oppure sia avvenuto sulla scia di volere e dovere dimostrare qualcosa da parte di comanda la parte sportiva in federazione visto che i nomi di Andrea Pirlo e Roberto Mancini (che era caldeggiato da Malagò), usciti contestualmente alla salita in carica di Maldini e Leonardo, non avevano avuto il favore popolare.

Di certo, non si può dire che le tante indiscrezioni degli ultimi giorni siano state d’aiuto o gestite strategicamente al meglio: dalla «bruciatura» immediata dei nomi dei candidati, all’aver lasciato scoprire il viaggio a Barcellona, all’aver fatto passare il messaggio che Guardiola avrebbe detto no perché non sarebbe stato accontentato economicamente (che avrebbe chiesto un ingaggio da 20 milioni di euro è una favola di pessimo gusto), non è stato il massimo.

Così come ora non inizierà in pianura il cammino di Pirlo al quale si rimprovera il curriculum fin qui modesto e di certo non paragonabile a quello dei mostri sacri che sono stati inseguiti. Il piano andrà spiegato di più e meglio perché Pirlo andrà sostenuto al massimo e al meglio: il 47enne (al quale sembra verrà proposto un quadriennale a meno di 2 milioni l’anno) dovrà fare, anzi rifare, l’Italia. Dovrà scavare per trovare e lavorare materiale. Dovrà essere più visionario che mai. E noi insieme a lui.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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